Congedo per maternità: le novità dall’Unione Europea

congedo maternitàSiamo donne: professioniste, amanti, moglie, madri ma anche molto altro. Un cumulo di ruoli di cui pochi giorni fa si discuteva a proposito della parlamentare europea che ha portato con sé la propria bambina in seduta. Un’altra notizia viene da quella sede sebbene di segno diverso: pochi giorni fa la Commissione lavoro e affari sociali dell’Unione Europea si è riunita per uniformare ed estendere a tutti i paesi membri le norme e i diritti delle donne sul congedo di maternità. Il voto politico si è rivelato a favore del provvedimento quasi all’unanimità (solo 3 no contro 28 sì e un’astensione).

Lo scopo del provvedimento non è solo quello di garantire pari diritti a tutte le donne dei paesi membri ma anche quello di appianare la differenza esistenti tra le opportunità di carriera delle donne con figli rispetto agli uomini: delle donne poco più del 65% ha un lavoro fisso mentre la percentuale sale al 97% abbondante nel caso degli uomini. Una penalizzazione che l’Europa vuole eliminare o almeno ridurre.

Saranno quindi 18 le settimane di congedo concesse alle donne al posto delle attuali 14 previste dalla precedente direttiva Ue che si va ad aggiornare con voto in seduta plenaria al Parlamento europeo il 18 Maggio. Solo in 12 Stati su 27 è già così mentre in Italia per una volta deteniamo un primato: 21 settimane. Diverso è il caso ella retribuzione: l’Ue vorrebbe portarla al 100% dello stipendio regolare mentre al momento in Italia la retribuzione è pari all’80% dello stipendio normale.

Alle donne rimane la libertà di pianificare il godimento delle settimane di congedo concesse, con la possibilità di godere di sei settimane su diciotto dopo il parto. Sul fronte salute, invece, un'altra novità assoluta e importante per la scarsa considerazione riservata a questo disturbo assai diffuso è il riconoscimento della depressione post-partum come malattia effettivamente invalidante.

Di passi avanti ne sono stati fatti, piccoli ma significativi. La sempre maggiore diffusione del congedo parentale, poi, che ammette la sospensione temporanea o la riduzione dell’orario anche per i padri perché possano contribuire alla crescita del figlio nei primi mesi di vita si aggiunge alle novità nel campo del congedo di maternità. E c’è ancora chi pensa che siano le madri a doversi crescere i figli o addirittura che una madre, in quanto tale, debba eclissare volente o nolente ogni altro aspetto della propria vita.

Foto | Flickr

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