Rileggere "I monologhi della vagina"

monologhi vagina ensler copertinaOggi, in un turbine di malumore da donna in pieno precariato lavorativo e in totale crisi di non accettazione di sè, mi rituffo volentieri in quelle conchiglie di consapevolezza e fragilità che sono I monologhi della vagina di Eve Ensler (ed. Tropea).

Se ne è parlato tanto, ma non dovremmo dimenticarci di nominare ogni tanto questo libricino che tanta importanza ha avuto affinchè le donne non si vergognassero di ciò che le rendeva speciali, e cioè la loro VAGINA. Ecco l'ho detto. VAGINA. L'ho ripetuto. (Proprio come scrive Eve.)

In particolare, mi soffermo sul brano "La vagina era il mio villaggio", breve e straziante canto a due voci ispirato alle testimonianze di donne vittime del così detto stupro etnico in Bosnia.

Leggo e penso che forse la mia giornata schifosa non è stata poi così schifosa. Leggo e penso che la mia non accettazione di me può farsi un giretto a largo, quando nel mondo migliaia di donne subiscono oltraggi ai limiti del disumano.


I Monologhi sono diventati il manifesto del V-Day movimento globale per la fine delle violenze contro donne e ragazze, e da anni girano di nazione in nazione, interpretati da attrici, studentesse, casalinghe, lavoratrici (la Ensler regala i diritti di rappresentazione del libro a scopo benefico per un periodo dell'anno, da febbraio a marzo)... Donne di tutto il mondo che abbiano voglia di dire ad alta voce la loro femminilità, e grazie ad essa divertirsi, riflettere, illuminare il mondo di abbagliante gioia di vivere.Ho avuto la fortuna di conoscere alcune di loro e vi assicuro che hanno creato un'atmosfera meravigliosa.

  • shares
  • Mail