Catalogo Ikea senza donne in Arabia Saudita per motivi religiosi. E l'azienda si scusa

Generalmente Ikea è ritenuta un'azienda innovativa, attenta oltre che ai prezzi accessibili a tutti e ai particolari dei prodotti che vende, anche agli acquirenti e, soprattutto, ha spesso basato la sua pubblicità su campagne che potessero accontentare ogni tipo di cliente.

Nonostante ciò che si dice del suo fondatore, infatti, non è raro che il battage pubblicitario dell'azienda tenti di rivolgersi ad ogni tipologia di acquirente: bambini, famiglie, single e, ultimamente, ha creato qualche polemica la scelta di aver lanciato in Italia la campagna pubblicitaria gay friendly con lo slogan "Per cambiare basta poco. Spazio alla vita".

Trend completamente diverso, però, è stato assunto in Arabia Saudita dove le donne presenti nelle immagini del catalogo di quest'anno sono state cancellate. Nella foto in apertura di post, potete vedere voi stessi un esempio della differenza tra il "prima" e il "dopo".

La donna che appare, tra l'altro completamente vestita e in una posa assolutamente innocente, insieme a suo figlio mentre è con lui in bagno, è scomparsa. Perché tale scelta? A quanto pare Ikea ha preferito non incorrere in polemiche "preventive" e ha cancellato tutte le donne dalle pubblicità e dai cataloghi.

Naturalmente tale iniziativa ha suscitato una innumerevole quantità di polemiche, tanto che il colosso svedese dell’arredamento si è visto costretto a scusarsi subito dopo che l'opinione pubblica ha duramente attaccato la scelta di eliminare qualsiasi figura femminile dai cataloghi stampati per il mercato dell'Arabia Saudita, di cui è responsabile la holding Inter Ikea.

Non si possono depennare le donne dalla società. È un altro triste esempio di come sia ancora lunga la strada verso la parità tra uomini e donne in Arabia Saudita.

Questo il commento del ministro svedese del Commercio Ewa Björling, al quale è stato prontamente risposto con una dichiarazione ufficiale dell’azienda svedese attraverso la sua portavoce, Ylva Magnusson:

la nostra società ha un codice etico molto chiaro e la parità tra uomo e donna è elemento fondante. L’esclusione delle donne dalla versione saudita del catalogo è in conflitto con i valori del gruppo Ikea.

Via | corriere.it

Foto | livejournal

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