Un'alternativa agli assorbenti: the keeper

Ben oltre la tendenza all'assorbente talmente sottile che non lo sentite, direttamente dal Texas arriva "the keeper".

Avrei un certo timore reverenziale nel provare a descriverlo senza prima mostrarne un'immagine - per quanto preoccupante, di per sé, debba necessariamente essere un'immagine riproducente questa cosa.

Difatti, sebbene quella che posto qui sia prodotta dallo stesso sito ufficiale del device in questione, essa appare non solo spaventevole all'osservatore maschio, ma quantomeno pure minacciosa per il potenziale consumatore femmina.

Si tratterebbe, a detta dei produttori, di una vera rivoluzione copernicana (o maomettana) in fatto di teoria e tecnica delle mestruazioni.

Non sarebbe più l'assorbente ad andare al flusso, ma il flusso ad andare all'assorbente.
Fin dal nome, "the keeper" - che non può fare a meno di ricordarmi una terminologia vagamente da quidditch - l'odore di bufala è intenso, ma andando avanti con la disamina delle specifiche tecniche, e soprattutto delle funzionalità, pur non rassicurandoci affatto, almeno cominciamo a crederci, nel device.

Il keeper è di gomma morbida (simile a quella usata per le tettarelle dei biberon): lavabile e riutilizzabile. Si dovrebbe sistemare più o meno incredibilmente scomodamente nella vagina e così, invece di assorbire, contenere il flusso fino al suo svuotamento, successivo lavaggio e nuovo riempimento.

35 dollari più spese di spedizione il prezzo della soluzione del dubbio se bufala o scomoda verità.

  • shares
  • Mail