Sabina Guzzanti paga 40 mila euro a Mara Carfagna per diffamazione

A quanto pare per Sabina Guzzanti questo non è un buon periodo. L'attrice comica, infatti, continua a non avere vita facile e in questo caso nulla c'entrano le sue performance lavorative, o quasi...

Dopo essere stata vittima di un investitore senza scrupoli che ha derubato lei insieme ad altri "clienti vip", la tutt'altro che ottima riuscita del suo ultimo programma televisivo "Un due tre stella" che poco ha convinto sia i telespettatori quanto la critica, un'eco dal passato porta notizie tutt'altro che positive: la Guzzanti dovrà pagare 40 mila euro all'ex Ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna, per averla diffamata.

I fatti: nel luglio 2008 a piazza Navona, uno dei luoghi più amati e conosciuti della Capitale, si è tenuta la manifestazione "No-Cav-Day", alla quale presero parte una serie di uomini e donne dello spettacolo. Alcuni di loro, insieme a coloro che promuovevano e sostenevano tale iniziativa, salirono sul palco per dare il loro contributo e chiedere le dimissioni del Cavaliere.

Tra questi c'era anche Sabina Guzzanti, la quale decise di rivisitare alla sua maniera una nota canzone popolare romanesca per citare goliardicamente l'allora corte di Silvio Berlusconi, all'epoca dei fatti Presidente del Consiglio. La canzoncina è notissima ai più, tanti ne ricorderanno motivo e parole, potete ascoltare la perfomarmance dell'attrice cliccando qui, e a seguire leggere la strofa incriminata:

Osteria delle ministre / paraponzi ponzi po / le ministre son maestre / paraponzi ponzi po / e se al letto son portento, figuriamoci in Parlamento / dammela a me Carfagna/ pari opportunità.

Era il periodo in cui si leggevano le roventi intercettazioni telefoniche che adesso fanno parte della triste storia della politica italiana e, in linea con i tempi, tutte le donne volute da Berlusconi in "posti di potere", erano sotto i riflettori. A dire della Guzzanti la scelta di offrire la guida di un siffatto Ministero alla Carafagna era inconcepibile:

non la puoi mettere da nessuna parte, ma in particolare non la puoi mettere alle Pari opportunità perché è uno sfregio

Dal canto suo, l'allora Ministra poco gradì di essere citata in siffatta maniera dall'attrice e decise di querelarla. Sono passati quattro anni e i giudici hanno giudicato l'invettiva della Guzzanti diffamatoria, in quanto non basata su un riscontro oggettivo, dato che la reale consistenza delle intercettazioni cui comica fece riferimento nel suo intervento non è stato dimostrato.

Sono queste le motivazioni (!) che hanno portato alla condanna dell'attrice, che dovrà risarcire i danni morali subiti dalla ex ministra e versarle, così, 40mila euro. La cosa che colpisce a parte la pochezza di questa bega da cortile? La maniera in cui viene occupato il tempo dei magistrati e, ancora una volta, i futili motivi per i quali si intasano le aule dei tribunali...

Via | corriere.it

Foto | Sabina Guzzanti pagina Facebook

Foto | Mara Carfagna pagina Facebook

  • shares
  • Mail