Sabina Guzzanti paga 40 mila euro a Mara Carfagna e spera che vadano in beneficienza

Ricorderete che ieri vi abbiamo dato notizia rispetto all'ammenda di 40mila euro che Sabina Guzzanti è stata condannata a pagare per aver offeso pubblicamente Mara Carfagna.

Lo scontro tra le due è nato nel luglio di quattro anni fa quando, durante il "No-Cav-Day" per chiedere le dimissioni dell'allora Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, la Guzzanti non solo intonò una goliardica canzoncina di cui protagonista erano la Carfagna e le sue presenute gesta erotico/politiche, ma parlò anche con grande veemenza del perché a suo dire mai e poi mai la bella Mara avrebbe dovuto essere investita dal ruolo di Ministro per le Pari Opportunità.

Ho avuto torto non è un titolo sarcastico, è la verità. Ho offeso la Carfagna. Per la verità ho insultato Berlusconi, ma la Carfagna ha tutto il diritto a sentirsi offesa. La frase incriminata, l'unica che il giudice ha bollato come offensiva nel mio discorso fatto a piazza Navona nel 2008, è: non puoi far fare il ministro alla Carfagna solo perché ti fa i pompini (o qualcosa del genere, sono andata a braccio). Non erano ancora usciti gli scandali, non si sapeva ancora nemmeno di Noemi Letizia, ma la Carfagna ministro mi era sembrata uno sfregio. I fatti mi hanno dato molta più ragione di quella che volevo avere avere.

Queste le parole apparse sul sito della Guzzanti che non paga della reprimenda avuta, ha ribadito il concetto che le è costato una somma tutt'altro che trascurabile. Affatto pentita, quindi, di quanto ha espresso durante la giornata incriminata:

Quello che mi sento di contestare è che se è vero che è un'offesa quella da me proferita, è pur vero che è di molto più offensivo quello che gli italiani e le italiane in particolare, hanno subito con la nomina della Carfagna a ministro delle pari opportunità. Un allarme rosso che avrebbe dovuto mobilitare donne e uomini che sono intervenuti a dire "se non ora quando" solo quando era troppo tardi. Siamo stati offesi ma l'offesa che abbiamo subito non è risarcibile da nessun tribunale. Il codice non ci tutela. eppure è indubbio che ci ha dannaggiato, che ne stiamo pagando e ne pagheremo le conseguenze in termini sia economici che di dignità e qualità della vita chissà per quanto tempo.

Ma, ancora, la Guzzanti non è affatto paga e, dunque, continua:

Pagherò quindi non dico volentieri ma con una certa soddisfazione questi 40 stuzziconi che guadagnerò lavorando. Lavorando e pagando su questo lavoro una bella fetta di tasse che andranno in buona parte a pagare altri festini, altri appartamenti di lusso, altri costumi da maiale e da schiave romane, altri yacht, altre parure, altre vallette, conduttori tv incapaci, giornalisti prezzolati, appaltatori mafiosi, banchieri disonesti, cozze, ostriche, ville insapute, testimoni insaputi, giudici compiacenti, finanzieri compiacenti, parrucchini, lifting, cocaina, catering, aerei privati, lampadari, case vacanza.

Per poi alla fine concludere con un augurio, una speranza, l'idea che la Carfagna devolva in beneficienza la cifra ottenuta:

Sono sicura che la Carfagna donerà questi soldi in beneficenza. Mi sento di dire però che è la mia la beneficenza più compassionevole. Una donazione per tutti quelli che non hanno potuto parlare, modestissimo ma sincero risarcimento per l'umiliazione subita. E' poca cosa, di più non mi posso permettere, ma come si dice, quello che conta è che sia fatta col cuore.

Foto | Mara Carfagna pagina Facebook

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