11 ottobre: la giornata mondiale per i diritti delle bambine

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Le bambine nel mondo continuano a essere vittime silenziose e invisibili di violenza, abusi e traffico. La costante violazione dei loro diritti e le discriminazioni di ogni tipo hanno come conseguenze un minore accesso delle bambine all'istruzione, al nutrimento, all'assistenza sanitaria e le sottopone a forme di sfruttamento culturale, sessuale, economico e sociale”. Terre des Hommes apre così la sua campagna #Indifesa a favore della Giornata mondiale dei diritti delle bambine proclamata dall'ONU che si celebra oggi 11 ottobre. Ma le iniziative, a livello globale, sono tante per portare i diritti delle bambine, non ancora pienamente riconosciuti a livello di politiche e pianificazione internazionali, al vertice delle priorità nei prossimi decenni.

Nel mondo sono 40 milioni i bambini vittime di abuso: 1 bambina su 4 ed un bambino su 9 sono stati sessualmente abusati prima dei 18 anni. Più di 60 milioni di ragazze al mondo sono “spose bambine”, principalmente in Asia Meridionale (31,1 milioni) e nell'Africa Subsahariana (14,1 milioni). Sono 77 milioni i bambini che nel mondo non hanno accesso all'educazione primaria, di questi il 57% è femmina. Una bambina su 5 non termina gli studi primari e nei paesi in guerra la percentuale sale talora sino al 92%.

Because I am a girl” è, invece, la campagna lanciata da Plan International, a difesa delle bambine contro la povertà, la violenza e la discriminazione. In occasione di questa giornata, alcuni dei luoghi più importanti al mondo si tingeranno di rosa: l'ottagono della Galleria Vittorio Emanuele II di Milano, il London Eye, la sirenetta di Copenhagen, l'Empire State Building di New York, il Sony Centre di Berlino, l'Old Fort di Delhi, il monumento as Bandeiras di San Paulo e molti altri ancora. Chiunque si troverà a passare in questi luoghi potrà farsi fotografare con le mani alzate e diventare così sostenitori dell'iniziativa “Raise your hand”.

Oltre a costituire un diritto inviolabile per la bambina, l’istruzione femminile arreca benefici sociali universalmente riconosciuti. Le ragazze istruite si sposano più tardi, hanno meno figli, cercano l'assistenza sanitaria per sé e per i figli, forniscono migliori livelli di cure e protezione a sé e ai figli. E’ più probabile che partecipino e rispondano ad iniziative di sviluppo, che mandino le proprie figlie a scuola, che svolgano ruoli attivi nelle decisioni politiche ed economiche della propria comunità. Tutti questi fattori consentono alla donna di conquistare per sé e per i figli maggiori probabilità di sopravvivenza, abbassando il tasso di natalità ed innalzando il tasso di istruzione generale della popolazione.

Le bambine sono spesso trattate come inferiori, educate a ricoprire ruoli sociali secondari e alla rinuncia. Questo processo di socializzazione discriminatoria, dannoso per l'autostima delle bambine, può avere conseguenze profonde sull'intera esistenza, traducendosi in una spirale di deprivazione ed esclusione.

La negazione del diritto all’istruzione: una stupidità globale.

Mandare a scuola tutti i bambini non è l’ostinato capriccio di qualche adulto, ma è la soluzione ottimale per favorire lo sviluppo a lungo termine di una società e per prevenire fenomeni come l’analfabetismo, il lavoro e la prostituzione minorile, le gravidanze precoci e altre patologie del cosiddetto “malsviluppo”. E' stato dimostrato e messo in evidenza che esiste una chiara relazione tra la ricchezza, o la povertà, di un paese e il suo tasso di scolarizzazione.

Quando si parla di diritto all'istruzione occorre ricordarsi di coniugarlo al femminile, perché la discriminazione verso le bambine e le ragazze è l’ostacolo maggiore alla realizzazione dell’obiettivo dell’istruzione per tutti. Gli ostacoli che si frappongono fra le bambine e la pienezza del diritto all'istruzione sono soprattutto di natura culturale. I genitori possono ritenere che l’educazione di base sia superflua per le figlie, che il loro ruolo sociale non sia destinato a cambiare; possono opporsi, ma questo tipo di atteggiamento contribuisce ad allontanarci da quel traguardo intelligente che è l’educazione e lo sviluppo, soprattutto per quanto riguarda l’istruzione femminile, non solo perché restaura un diritto sancito dalla Convenzione sui diritti dell’Infanzia, ma più di ogni altra cosa, perché porta innegabili benefici all'intera società.

Una bambina istruita sarà in grado di aumentare il suo livello di vita, avrà la possibilità di acquistare indipendenza economica, di ricoprire posti di rilievo, comprenderà l’importanza del diritto alla salute, riuscirà ad adottare delle misure preventive contro l’AIDS, non incorrerà nei pericoli della prostituzione e dello sfruttamento, avrà più coscienza del futuro, per se stessa e per i suoi figli, perché dovrà viverci dentro.

“L’istruzione non è un modo di sfuggire alla povertà della nazione, è un modo di combatterla” (Julius Nyerere, ex Presidente Tanzania , 1964 – 1985).

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