Siti a tematica gay bloccati dall’ufficio. Discriminazione!

Voi avete problemi a vedere Queerblog dal lavoro? Ci auguriamo di no, anche perché sarebbe una giornata poco queer e quindi molto noiosa. Ad ogni modo, se i siti non porno a tematica gay e lesbica fossero bloccati, in teoria in America potreste denunciarli.Voi direte: se non sono siti porno non si pone il problema.

di nalk

Voi avete problemi a vedere Queerblog dal lavoro? Ci auguriamo di no, anche perché sarebbe una giornata poco queer e quindi molto noiosa. Ad ogni modo, se i siti non porno a tematica gay e lesbica fossero bloccati, in teoria in America potreste denunciarli.

Voi direte: se non sono siti porno non si pone il problema. Sbagliato. Pare che un’azienda statunitense abbia creato un sistema di blocco ormai molto diffuso che limita l’accesso ai siti che promuovono e sostengono lo stile di vita omosessuale o lesbico. Molto, molto male.

Dall’altra parte dell’oceano e più vicino a noi, in Inghilterra, si sta lavorando per fare in modo che esista una regolamentazione delle aziende precise sul tema affinché le persone omosessuali possano non essere “limitate” né sul web, né nella carriera lavorativa.

Secondo Joanna Wade, che sta lavorando proprio su questo caso, sostiene che questo tipo di limitazioni sono “un atto discriminatorio”. Pensate che il sistema di cui abbiamo parlato blocca il sito del The Terrence Higgins Trust, grupo che raccoglie fondi per la lotta alla diffusione dell’HIV. Perchè? Perchè spiega ai suoi lettori informazioni di educazione sessuale.

Via | Pink Paper