Perché siamo così attratte dal cibo spazzatura e perché fa così male

Dolci, patatine, spuntini ipercalorici e, più in generale, grassi saturi di ogni provenienza, possono diventare una vera droga per il nostro organismo. Noi donne lo sappiamo bene, visto che siamo più sensibili degli uomini a certe tentazioni: cerchiamo rifugio nella cioccolata per quella malsana carenza d'affetto o nel gelato quando siamo prossime al ciclo (gli ormoni spesso ci remano contro). Non possiamo farci nulla, ma siamo terribilmente attratte dal cibo spazzatura. Come mai?

Quando consumiamo gli amati snack iperdolci, ipergrassi o ipersalati, nel nostro cervello si attivano i centri del piacere. La mente si rilassa, lo stress indietreggia e il mondo ci sembra meno grigio. Questo circolo vizioso, come accade per le droghe, può creare dipendenza e il rifugiarsi nel cibo spazzatura può portare, a lungo andare, a conseguenze importanti a livello di salute e lucidità mentale.

In America (e dove se no?) sono stati condotti dei test in laboratorio su gruppi di ratti. Uno alimentato con cibi salutari e l'altro con cibi ricchi di grassi. Non solo l'ultimo gruppo era visibilmente in sovrappeso e lento nei movimenti, ma anche i test condotti sull'attività cerebrale di questo roditori, aveva dato esito pessimo. I topi alimentati a grassi avevano più problemi di apprendimento e memoria, non solo nei confronti delle controparti "in salute" ma anche rispetto a loro stessi, prima dell'inizio della nuova dieta.

Non solo, sappiamo da sempre che mangiare male, avendo un'alimentazione povera di fibre, vitamine e sali minerali, porta anche ad altri tipi di problematiche. Le difese immunitarie si abbassano e il nostro corpo è più esposto alle malattie. Lo junk food non fa altro che aumentare questa tendenza, affaticando il nostro corpo più del dovuto.

Nonostante tutto, è sempre difficile rompere l'abitudine, in quanto il già citato meccanismo di piacere-ricompensa, che mette in atto il nostro cervello quando mangiamo "male", crea problemi di non poco conto. Lo sanno bene i fumatori, quando decidono di dire no alle sigarette. Il corpo si ribella, i nervi sono più a fior di pelle e il bisogno fisico di nicotina si associa a quello psicologico della pausa relax legata al fumo.

Disintossiccarsi dal cibo spazzatura esige, quindi, un percorso analogo a quello che affrontano le persone che dipendono da una qualsiasi altra sostanza che interferisce con la normale attività cerebrale e crea dipendenza. Il segreto sta nel darsi margini di tempo sempre più ampi, tipo "non mangerò patatine fritte o dolci per tre giorni", dilatando di volta in volta il tempo che ci separa dallo spuntino malsano.

Agire in questo modo aiuta a non sentire sulle spalle il peso del "mai più" e, quindi, la cattiva riuscita della dieta più salutare. È importante anche trovare delle attività piacevoli da fare, per rilassare i nervi e non far pesare la mancanza del dolcetto di metà pomeriggio. Cervello, fisico e silhouette ringrazieranno per questa inversione di tendenza e ricambieranno dando maggiore forza e maggiore lucidità. Mica male, eh?

Foto | Pinterest

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