L’amore è una cosa semplice: la differenza è in un dettaglio

Il dettaglio di un amore.

Il dettaglio fa la differenza: la pausa di Rhett tra il “Francamente” e il “me ne infischio” prima di abbandonare la sua Rossella, il sorriso enigmatico della Monna Lisa, il rosso inimitabile di Valentino, l’oliva nel Martini, che se non c’è cambia tutto. Il dettaglio di una storia d’amore è il tocco che nasce dall’incontro di una mano: il momento in cui il mondo intorno sfuma e dentro di te nasce la consapevolezza che quel contatto ti piacerebbe poterlo conservare il più a lungo possibile.

Il dettaglio più bello di un uomo è la sua mano. Quando è avanti di qualche passo e lo vedi che, istintivamente, senza neppure girarsi, allunga il braccio all’indietro, il palmo aperto, che solo se stai attenta riesci a notare quell’arto proiettato verso di te. Quando ti accarezza il viso dolcemente, quando ti afferra i fianchi con forza, i muscoli irrigiditi, le vene rigonfie.

Quando ti regala piacere, quando ti priva del suo tocco, quando il suo calore sulla tua pancia placa gli spasmi, quando asciuga una lacrima, quando freme per colpirti, ma non lo fa perché non lo farebbe mai, quando ti serra le labbra per non fare rumore, quando ti scompiglia i capelli, quando la afferri e nessun altro potrà più toccarti. Quando non c’è, e hai la guerra dentro di te, quando la ritrovi, ed è subito pace.

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