Amanda Todd suicida a 15 anni per la vergogna, Anonymous svela l'identità dello stalker

Amanda Todd

La storia di Amanda Todd ha commosso il mondo. Ed ora c'è chi ha deciso di renderle giustizia in maniera non proprio convenzionale. Per chi non conoscesse questa triste vicenda, ecco chi era Amanda: a soli 15 anni la ragazzina canadese si è tolta la vita, perché non ce la faceva più. La vergogna di alcuni scatti senza veli postati su internet da un uomo misterioso, che le faceva del vero e proprio stalking, e la sua solitudine l'hanno convinta al gesto estremo.

Questo caso di cyber bullismo non è passato inosservato. Anonymous, un gruppo di attivisti hacker del web, famoso in passato per attacchi a portali molto famosi, ha deciso di rendere giustizia alla piccola Amanda Todd: ha condotto delle ricerche su internet ed ha scovato il nome del presunto stalker della ragazzina. Non ha poi semplicemente consegnato il tutto alle autorità competenti, ma ha pubblicato nome, cognome e fotografia su internet. Ed ora l'uomo è il bersaglio della rete.

Giusto o sbagliato farsi giustizia in questo modo? E se non fosse lui il vero colpevole?

Amanda Todd era sola ad affrontare lo stalker che la perseguitava da tempo. Il mese scorso aveva pubblicato un video denuncia contro l'uomo che non le dava tregua. Fino al gesto estremo di suicidarsi. Una storia di solitudine e di disagio, che nessuno aveva capito pienamente. Nessuno ha potuto salvare la piccola Amanda.

FawkesSecurity, che fa parte del gruppo di Anonymous, ha preso a cuore la sua storia ed ha condotto delle indagini, arrivando a scovare il nome del suo presunto stalker, un uomo di 32 anni, che è solito frequentare siti pedopornografici. I due hacker con un video hanno fornito tutti i dati personali dell'uomo che vive a New Westminster, poco distante dalla casa della ragazzina, che ora è il bersaglio numero uno della rete, tanto che la polizia canadese teme per la sua sicurezza.

Questo fatto ha sollevato molti dubbi in merito alla condotta del gruppo di hacker. Farsi giustizia da soli è sempre sbagliato. Soprattutto quando non si ha la certezza che sia stato lui a convincere la ragazzina a inviargli delle foto a seno nudo quando aveva 12 anni. Anche la famiglia di Amanda e la polizia credono che non sia lui lo stalker e indagano seguendo anche altre piste. Poniamo il caso che il colpevole sia un altro: riuscite solo ad immaginare l'incubo nel quale potrebbe essere caduto un uomo innocente? E anche l'atroce esistenza che la sua famiglia vive in queste ore?

Mettere le proprie capacità informatiche e tecnologiche a servizio della giustizia è un conto, collaborando con chi fa questo di mestiere. Farsi giustizia da soli, pubblicando i nomi dei presunti colpevoli di casi così delicati che scuotono l'opinione pubblica potrebbe solo aumentare il numero di vittime coinvolte nella storia.

Voi cosa ne pensate, ha fatto bene Anonymous?

Foto | Getty Images

Via | Corriere

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