Nicole Minetti si è dimessa e scatta la polemica con Albertini

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Senza nulla togliere a chi ha amato e continua ad amare certi film - o filmetti? - tipici degli anni '70 con medici guardoni, infermiere seminude, maestrine procaci, alunni assatanati e difensori delle forze dell'ordine vari e disparati ridotti a tristi macchiette, sembra di essere stati catapultati indietro nel tempo e di assistere allo scorrere di tali pellicole dove sono solo cambiati i personaggi, ma non gli aggettivi da ascrivere loro.

Adesso sono taluni politici e tutta la corte a questi annessa ad essere tristi - va detto! - protagonisti di siparietti sempre più patetici. Oggi, per la felicità di molti e la noia di moltissimi, parliamo ancora una volta delle vicissitudini politiche (scusandoci perché mai tale termine fu utilizzato peggio) di Nicole Minetti, ex consigliera regionale in forza alla regione Lombardia.

Nicole Minette si è dimessa e scatta la polemica con Albertini

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A differenza di quanto più volte dichiarato anche fino a solo pochi giorni fa, infatti, la pasionaria Minetti ci ha ripensato e ha deciso di dimettersi dalla sua carica firmando la lettera di dimissioni in bianco che quasi tutti i consiglieri regionali del Pdl hanno messo nelle mani del capogruppo, Paolo Valentini. Far cadere la giunta Formigoni sarà dunque anche responsabilità di Nicole, sempre che abbia compreso fino in fondo quello che sta accadendo al Pirellone.

Probabilmente tali sconvolgimenti politici sono facezie per la neo disoccupata starlette, adesso alla ricerca di un nuovo impiego. Un suggerimento, in perfetto e coerente clima pecoreccio, le è stato elegantemente elargito da Gabriele Albertini, ex sindaco di Milano salito alle cronache mondane per aver a suo tempo sfilato in mutande, che durante un suo intervento alla trasmissione "Agorà", ha esclamato:

adesso ci sarà una telefonata di Tinto Brass che la inviterà a fare un bel film, che guarderò con grande piacere.

Non pago dell'infelice uscita, poi, pur se ripreso dalla giornalista Maria Teresa Meli che ha ritenuto poco elegante tale esternazione, l'attuale eurodeputato ha continuato:

nel 2005 ho convinto il presidente Berlusconi con una telefonata di un'ora a non inserire nel listino bloccato non Nicole Minetti, ma una degna persona, che però aveva 21 anni e non era ancora laureata, che si chiama Lara Comi, attuale deputata europea. È stata fuori non perché non fosse commendevole, ma semplicemente perché non doveva stare nel listino bloccato una persona che aveva solo una confidenza con il capo del partito. Berlusconi quindi fece una scelta diversa e nel listino bloccato finì il capo di Gabinetto del sindaco di Milano.

Un signore, veramente, personaggio assolutamente degno di avere anche lui un ruolo in questa sempre più squallida vicenda. La domanda, però, rimane: adesso cosa farà Nicole?

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Foto | © TM News
Via | corriere.it

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