Dall'America arriva il reggiseno anti-tumore, ci possiamo fidare?

Dall'America arriva una potenziale buona invenzione (i test sono ancora in corso), oppure una colossale bufala: la Lifeline BioTechnologies, azienda di apparecchiature medicali innovative del Nevada, cattura positivamente l'attenzione delle donne. La promessa è una veloce messa in commercio di un reggiseno anti-tumore in grado di identificare la presenza di anomalie tissutali e, quindi, di possibili carcinomi al seno.

Tutto ciò sarebbe possibile grazie alla presenza, all'interno del reggiseno, molto simile esteticamente ai bra contenitivi che usano le sportive, di sensori in grado di rilevare ogni piccola variazione di temperatura. I dati rilevati poi verrebbero registrati in automatico e inviati, tramite internet, ad un sistema di algoritmi, in grado di interpretare i risultati per l'utente.

I suoi inventori ne dicono meraviglie, in quanto giurano e spergiurano che il loro prodotto avrà un'affidabilità persino maggiore della mammografia, che ha un margine di errore assai elevato (i falsi positivi oscillano mediamente fra il 10 e il 20%). Questo anche a causa del fatto che, sotto i 40 anni, data la maggiore densità del tessuto mammario, risulta più difficile poter fare una diagnosi precisa.

I sensori del First Warning System (FWS), questo il nome dell'apparecchio diagnostico, si dicono in grado, invece, di identificare un'anomalia con una precisione pari al 90%, senza risentire del fattore "anagrafico" come i mammografi. Il reggiseno intelligente sarà in commercio in America dal 2014, ad un prezzo di vendita vicino al migliaio di dollari.

Il Europa, arriverà anche prima, nel 2013, sospettiamo per via della diffidenza dimostrata dalla FDA americana nei confronti delle tecniche termografiche per diagnosticare il cancro al seno. E già questa notizia ci lascia un po' perplesse sull'effettiva serietà del prodotto. Sarà un "made in USA" ma per una volta saranno le donne europee a testare i primi esemplari.

E la domanda sorge spontanea, ci possiamo fidare? Speriamo non si tratti di uno specchietto per le allodole, ma di un aggeggio serio in grado di rendere la nostra vita più semplice. Ancora una volta, stiamo a vedere.

Via | Huffingtonpost

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