Pussy Riot in volo verso l'oblio, trasferite all'inferno!

Torniamo ad occuparci di Pussy Riot e delle sempre più intricate vicende di queste musiciste per le quali non si riesce ad intravedere la fine delle loro vicissitudini.

Il gruppo russo punk rock femminista e dissidente accusato di “teppismo religioso” per aver cantato una preghiera anti-Putin sull’altare della chiesa ortodossa più importante di Mosca, la Cattedrale di cristo Salvatore, continua infatti a far parlare di sé.

Detenute da marzo di quest’anno, le giovani Masha Alekhina di 24 anni, Nadezhda Tolokonnikova di 22 anni e Yekaterina Samutsevitch di 29 anni sono state sottoposte all’isolamento e al carcere duro e, nonostante la mobilitazione da parte di moltissimi cittadini da tutto il mondo, per due di loro continua l'infinita odissea giudiziaria.

Oggi ci occupiamo nello specifico della Alekhina e della Tolokonnikova che sono state trasferite, una volta confermata la loro condanna a due anni di carcere, in due differenti colonie penali paragonate all'inferno. Mentre la Samutsevitch è stata scarcerata poiché a giudizio della corte è colpevole solo in parte delle colpe invece ascritte alle colleghe e, inoltre, è stata ritenuta passibile di rieducazione anche fuori dal carcere, per le sue ex colleghe le cose si sono messe decisamente male.

Yekaterina - che dovrà attenersi ad una serie di limitazioni e che non dovrà commettere altri reati -, è stata rimessa subito in libertà, al contrario di Masha e Nadia che sono state separate e, mentre a alla prima è toccato il trasferimento presso la colonia di Perm in Siberia - parliamo di un luogo che dista oltre mille chilometri da Mosca -, la seconda «è stata deportata» nella Repubblica di Mordovia, ovvero a 440 km a sud-est dalla capitale.

Il marito di quest'ultima, Piotr Verzilov, ha definito tale luogo «l'inferno delle prigioni», carcere durissimo, quindi, per le due donne che hanno osato vilipendere la religione. Le notizie che riguardano le musiciste si sono come sempre diffuse prima tramite social network, in questo caso Twitter, e sono poi state confermate dall'avvocato delle condannate, Mark Feigin.

Le due ragazze sono entrambe madri di bambini piccoli: a conclusione del processo di appello dello scorso 10 ottobre la difesa ha chiesto la sospensione della pena fino a quando i figli non avranno 14 anni, ma il risultato è stato quello di vederle volare lontano, verso l'oblio di massima sicurezza.

Via | corriere.it

Foto | © Getty Images

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