Papa: astinenza e fedeltà, ma niente preservativi. Follia?

Il Papa ha ribadito nonostante il vespaio sollevato qualche settimana fa, il suo no ai preservativi. Proteggersi dalle malattie va bene, ma non con l'anti-sperma per eccellenza. I metodi per combattere l'AIDS sono sostanzialmente due, ridotti a uno in definitiva: l'astinenza, che unita alla fedeltà coniugale, significa semplicemente non fare sesso. Mai. Solo lo scopo procreazione sarebbe ammesso: e dato che i figli oggi costano tantissimo, in pratica si dovrebbe far l'amore giusto quel paio di volte in tutta una vita.

Forse dirò una cosa impopolare oppure banalissima, ma questa è fantascienza. In quanto esseri umani, non abbiamo fatto nessun voto di castità e anzi abbiamo degli istinti precisi e naturali. Molti preti poi (li ho sentiti io stessa) sostengono che per seguire i dettami della fede il sesso semplicemente vada vissuto con amore e consapevolezza, ma che l'astinenza non sarebbe necessaria, nemmeno prima del matrimonio.

Le implicazioni delle affermazioni del sommo capo della Chiesa sono tante ed è inutile elencarle tutte. Il discorso trito e ritrito, soltanto che mai come ora un messaggio del genere mi è apparso così illogico e insensato: discutibile o meno, la società di oggi non potrà in nessun caso accogliere l'astinenza come un dovere, gli stimoli sono altri; senza contare che ognuno conduce la sua vita privata come meglio crede e questo non significa non credere in Dio o non aver ricevuto il dono della fede.

La mia domanda quindi è: davvero ogni volta che facciamo sesso senza rimanere incinte, commettiamo peccato? Davvero non possiamo conciliare la fede in Dio, con una sana vita intima con i nostri partner? A me tutto questo sa di discriminazione e di tabù. Gli stessi che abbiamo fatto tanta fatica ad abbattere. Tornare al passato è così giusto?

Foto | Flickr

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