Il corteggiamento, un'arte in via d'estinzione. Decalongo del bon ton



Il corteggiamento, speciale momento della seduzione, una parola che evoca atteggiamenti propri dell'amor cortese, di tempi di dame e cavalieri, in cui la bella principessa - prima di donarsi - veniva omaggiata a lungo dall'aspirante amante, è un'arte ormai dimenticata. E' vero che i ruoli non sono più ben definiti come una volta, per naturale evoluzione dei rapporti tra uomo e donna, e questo ha senza dubbio dei lati positivi, ma per un altro verso è l'attuale riflesso di paura, fretta, e distanza nell'approccio erotico figlio dei tempi moderni.

Dunque non ci si corteggia più perché i tempi sono ridottissimi. Basta uno sguardo a far decidere se provarci. Stando a vari studi contribuirebbe a questo anche un certo modello di amore cinematografico che per esigenze di copione appiattisce i tempi. Ma dietro tanta fretta di concludere ci possono essere due motivazioni opposte: l'idea romantica del colpo di fulmine, per cui "se ci si piace davvero, è inutile farla tanto lunga", e un'idea diversissima: "è inutile farla tanto lunga, perché se la persona non ci sta meglio cercarne un'altra". Da una parte, quindi, un eccesso di romanticismo, dall'altra un eccesso di consumismo. Tra questi due opposti, ciò che si perde e viene schiacciata è la realtà dell'incontro umano.

Non si mette in atto l'arte del corteggiamento perché raramente si ha voglia di ammettere che ci si avvicina a un'altra persona senza una chiara idea di cosa si desideri da lei. Un incontro fugace, un'occasione d'amore, un progetto di vita? I più non lo sanno, si faranno trascinare dagli eventi, aspetteranno di vedere se c'è intesa sessuale (e da quella dedurranno poi, in maniera non sempre corretta, che ci può essere anche intesa caratteriale). Meno hanno corteggiato, meno si sentono responsabili se, dopo una rapidissima verifica, si danno alla macchia, oppure vogliono mantenere il rapporto all'insegna del vago. Se l'intimità è "capitata", invece di essere stata cercata, nessuno potrà accusarli di incoerenza. Facile, no?

Non si corteggia più perché non si vuole rischiare un rifiuto. E' implicito nel concetto stesso di corteggiamento un "convincere" l'altra persona. Nell'accezione migliore non si tratta ovviamente di seduzione manipolativa. Il cavaliere corteggia la principessa non per forzarne il volere, ma per convincerla di essere un uomo affidabile, per darle il tempo di rendersi conto delle sue qualità, per esternare i suoi sentimenti. Un uomo può corteggiare anche una donna che all'inizio non è convinta, per poi conquistarla. Danno una prova molto bella del potere del sentimento, che quando è genuino è fortemente creativo, può vincere gli ostacoli e dar vita a un'intesa prima impossibile. Ma oggi pochissimi uomini sanno stare in questo limbo di sospensione in cui cercano di conquistare la rosa più bella e delicata, un'avventura il cui esito non è per niente garantito. I più non reggono l'incertezza e fanno come la volpe che non arriva a cogliere l'uva: "tanto è ancora acerba". Morale della favola: è facile disprezzare quello che non si può ottenere.

Così per molti, uomini e donne, il corteggiamento è un'arte in via d'estinzione, ma siamo proprio sicuri non sia bello ed emozionante riscoprire la naturale differenza tra l'essere uomo e l'essere donna attraverso il valore dei piccoli gesti, sempre meno consueti? Ed è vero che non è più di moda? I tempi passano, e le buone maniere? Ecco per voi un piccolo decalogo, tratto dagli insegnamenti di Alberto Presutti, docente di seduzione della scuola di bon ton Etiquette Academy di Bologna, affinché la risposta alla domanda non sia "pure".

1) Vi siete appena conosciuti. Il perfetto corteggiatore, al primo incontro, dovrebbe attirare la tua attenzione strappandoti un sorriso con sagacia e ironia. E' out invece chi appare logorroico o egocentrico, e chi esagera con i complimenti.
2) Lui ti chiama per fissare il primo appuntamento: il bon ton gli impone di proporre senza indecisioni il giorno, l'ora e il posto. Solo nel caso in cui la corteggiata fosse impegnata, permetterà a lei di fissare un'altra data dimostrando di fare tutto il possibile per accontentarla.
3) Secondo il galateo moderno, la donna può assolutamente fare il primo passo nel corteggiamento.
4) E' il vostro primo appuntamento: il corteggiatore ideale per il primo appuntamento dovrebbe proporre preferibilmente un aperitivo, poiché consente di chiacchierare liberamente ed è meno impegnativo di una cena.
5) Se lui ti piace, il giorno dopo il primo appuntamento dovresti chiamarlo per ringraziarlo. Se però la scintilla non è scoccata, meglio lasciar perdere.
6) Il bon ton del corteggiamento prescrive di utilizzare il telefono con grande rispetto: mai chiamare quando l'altra persona lavora, pranza, cena o è impegnata. Le telefonate non devono sostituire gli incontri! Non si inviano dichiarazioni d'amore via sms!
7) Se lui vuole farti una corte impeccabile e desidera stupirti con un regalo, deve fare in modo che sia del tutto inaspettato, molto personale e originale. Da evitare doni molto costosi ed eccessivi.
8) Se lui ti fa un regalo meraviglioso, ma pensi di non volere iniziare una storia con lui, il galateo ti suggerisce di restituire il dono. L'unica eccezione riguarda i fiori: l'omaggio floreale va sempre accettato.
9) Il primo bacio deve essere rifiutato se è rubato con l'inganno. Oppure se è forzato o dato di mala voglia. Il galateo per il resto non dà regole. Vige la massima spontaneità.
10) Per un corteggiamento in pieno stile bon ton, non bisogna mai essere ossequiosi. Corteggiare una persona non significa mettere in ombra la propria dignità.

Via Style.it

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