Intellettuali e scienziate contro la visita di Gheddafi in Italia

gheddafi in italia

Venerdì, all'auditorium di Roma è previsto un incontro tra il leader libico Muammar Gheddafi e una rappresentanza di 700 donne del mondo politico, intellettuale, della cultura, capitanate da Mara Carfagna.

Accanto al gruppo di donne che si prepara ad accogliere Gheddafi, ce n'è un altro, che ha deciso di disertare l'incontro perché ritiene il leader libico "uno dei principali e diretti responsabili delle pratiche disumane nei confronti di una parte dell'umanità" e ha scritto una lettera a Gheddafi, mandata per conoscenza ai rappresentanti del governi italiano e dell'Unione europea.Vi riporto un pezzo della lettera, tratto da Apcom, e vi invito a leggerla attentamente, per scegliere poi se condividere simbolicamente la protesta del gruppo di coloro che si asterranno dall'incontro, tra cui le scrittrici Gabriella Ghermandi, Judith Revel, Igiaba Scego e l'astrofisica Margherita Hack.

"Siamo donne italiane, di vari paesi europei e africani estremamente preoccupate e scandalizzate per le politiche che il suo Paese, con la complicità dell'Italia e dell'Unione europea, sta attuando nei confronti delle donne e degli uomini di origine africana e non, attualmente presenti in Libia, con l'intenzione di rimanervi per un lavoro o semplicemente di transitarvi per raggiungere l'Europa. Siamo a conoscenza dei continui rastrellamenti, delle deportazioni delle e dei migranti attraverso container blindati verso le frontiere Sud del suo paese, delle violenze, della 'vendita' di uomini e donne ai trafficanti, della complicità della sua polizia nel permettere o nell'impedire il transito delle e dei migranti. Ma soprattutto siamo a conoscenza degli innumerevoli campi di concentramento, a volte di lavoro forzato, alcuni finanziati dall'Italia, in cui donne e uomini subiscono violenze di ogni tipo, per mesi, a volte addirittura per anni, prima di subire la deportazione o di essere rilasciati. Alcune di noi quei campi li hanno conosciuti e, giunte in Italia, li hanno testimoniati.

Siamo consapevoli, anche, che Lei e il suo Paese non siete gli unici responsabili di tali politiche dal momento che gli accordi da Lei sottoscritti con il governo italiano prevedono ingenti finanziamenti da parte dell'Italia affinché esse continuino ad attuarsi e si inaspriscano nei prossimi mesi e anni in modo da bloccare gli arrivi dei migranti sulle coste italiane. (...) Chiediamo che ogni donna, ogni uomo, ogni bambino, venga considerato un essere umano e rispettato in quanto tale. Finché tale condizione non verrà considerata da Lei né dalle autorità italiane ed europee noi continueremo a contestare e a combattere le politiche dell'Italia, della Libia e dell'Unione europea che violano i principi del rispetto umano".

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