I primi sintomi della gravidanza più comuni e facili da interpretare

Nella vita di ogni donna e di ogni coppia arriva il momento di decidere di mettersi all'opera e provare a mettere al mondo una nuova vita. L'attesa, la speranza unite alla voglia che il tutto succeda il prima possibile, rischiano di trarci in inganno davanti a sintomi che comunemente si ricollegano allo stato interessante.

Oggi vi aiuteremo a capire quali sono i primi sintomi della gravidanza più comuni e facili da interpretare, per non confonderli con quelli del classico ciclo mestruale.Uno dei sintomi più ovvi e forse il più banale è l'amenorrea, cioè la scomparsa del ciclo mestruale. Ma fate attenzione: se siete in un periodo particolarmente stressante o se avete perso o preso peso, potrebbe essere una di queste la causa del mancato ciclo mensile.

Durante la prima e seconda settimana di gravidanza, non ci si accorge di molti sintomi se non di qualcuno. Per esempio la tensione che si può avvertire al seno, già presente nella prima o seconda settimana.

Dalla terza settimana si inizieranno a manifestare i sintomi più evidenti, per esempio la nausee, causata dagli ormoni, solitamente si manifesta solo alla mattina, ma per alcune donne può anche permanere per intere giornate. Di conseguenza anche alcuni cibi posso invogliare o meno e scatenare veri e propri attacchi di nausee, insomma le prime voglie. Tutto ciò è dovuto anche da un aumento della sensibilità agli odori.

La stanchezza inizierà a farsi sentire, anche le semplici operazioni di tutti i giorni sembrano impossibili da fare. Fate attenzione a non esagerare, affaticarvi troppo potrebbe portarvi allo svenimento, e rendervi protagoniste di una scena madre da film hollywoodiano, dove ogni donna in dolce attesa sviene.

Purtroppo gli ormoni in subbuglio si faranno sentire subito causando repentini cambi di umore, non ci vorrà molto per passare dal riso al pianto in pochissime ore. Cercate di combattere il tutto con il pensiero della gioia più bella che sta per capitarvi: vostro figlio.

Foto | Flickr

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