Estate: come comportarsi con le cicatrici?


Qualche giorno fa si parlava dell'atteggiamento che assumiamo nei confronti del nostro corpo in estate: coprirsi o spogliarsi sono due comportamenti opposti, ma che ognuna di noi decide di assumere in base al rapporto con il proprio corpo.

A volte però, i problemi da "nascondere" durante la denudazione estiva sono un pochino più complicati e imbarazzanti del rotolino di grasso sulla pancia, della smagliatura sulla coscia o della cellulite sul sedere. Alcune di noi possono ritrovarsi a fare i conti con brutti ricordi di cui si portano indelebili segni addosso: le cicatrici, piccole, grandi, brutte o accettabili che siano, sono sempre foriere di problemi passati, che inevitabilmente si ripercuotono sul presente.

Le implicazioni psicologiche sono innumerevoli: ricordi di sofferenze varie si mischiano alle maldicenze della gente e al presunto buongusto, nonchè alla fissazione voluta dall'estetica moderna per la perfezione del corpo. Il presunto buon senso popolare direbbe di coprirsi senza indugi, perchè le imperfezioni sono "orrende malformazioni" da nascondere e non sia mai che qualcuno possa vederle e parlarne male. La cultura dell'apparire ci insegna poi che simili nefandezze sarebbero da buttare dalla rupe Tarpea.

Io però dico una cosa: se gonne corte, top ristretti, costumi mignon e quell'impareggiabile sensazione di leggerezza che viene dal vestire estivo ovviamente più succinto di quello delle altre stagioni, piace, perchè doversene privare per non offendere il pudore di quelli che potrebbero buttare l'occhio su una cicatrice? Al contrario, chi vuole nascondere certi segni, che magari sono più interiori che esteriori, è ovviamente liberissima di farlo, l'importante è essere consapevoli del perchè lo si fa, un perchè in accordo con se stessi e non con gli altri. Mi piacerebbe sapere come vi comportate o come vi comportereste voi, perchè donne con questi problemi ce ne sono molte più di quel che pensiamo.

Foto | Flickr

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