Cybertherapy e Cyberpsychology, le nuove frontiere per guarire da fobie e problemi sessuali

La Cybertherapy e Cyberpsychology Conference, in corso a Verbania in questi giorni, porta alla ribalta le nuove frontiere per curare problemi psicologici ma anche fisici, che sfruttano la tecnologia e le realtà virtuali.

Attraverso un'apparecchiatura che aiuta a simulare sensazioni tattili e non solo, le cybercure aiuterebbero attraverso mondi virtuali costruiti ad hoc, ad attenuare il dolore, ad esempio agli ustionati attraverso immagini di realtà ghiacciate, a recuperare i movimenti di un arto colpito da paresi in seguito a ictus, con esercizi ed ostacoli simulati, a superare la sensazione di un arto perso e a imparare a cavarsela senza.

Ma non sono le uniche cose che il cyberspazio ci potrebbe offrire: sul piano psicologico, gli ambienti virtuali potrebbero aiutare le persone affette da disturbi dell'alimentazione (come le tante ragazze purtroppo anoressiche di oggi) a correggere l'immagine distorta che hanno di sè, oppure ancora potrebbero far iniziare un percorso di avvicinamento nei confronti dell'oggetto di una forte fobia, aiutando a superarla, cosa molto difficile con le sole terapie psicologiche.

Infine la cyberterapia potrebbe aiutare a superare problemi sessuali, come la perdita di virilità da parte dell'uomo: simulazioni e similitudini (ad esempio con spade spezzate...!!!?!?!) condurrebbero una persona verso un sano rapporto con la propria sessualità. Chissà che il cyberspazio non possa servire anche a risolvere il tanto discusso "problema" dell'orgasmo femminile.

In ogni caso, nonostante l'Italia sia tra i paesi più all'avanguardia nelle ricerche in questo settore, in realtà non può offrire tali servizi a tutti: il sistema sanitario nazionale infatti non prevede copertura per le cybercure. Io lo trovo invece un modo davvero geniale, fantasioso, anche forse piacevole e oserei credere efficace, per affrontare problematiche finora non risolte con metodi tradizionali, e per sfruttare in modo davvero intelligente quella meraviglia odierna chiamata tecnologia.

Via | Tgcom
Foto | Flickr

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