La donna ragno: quando la preda diventa predatrice può essere pericolosa

donna ragnoQueste domande sono per i nostri lettori uomini, ma le risposte incuriosiranno soprattutto le lettrici donne. Lo spunto parte dalla notizia della “donna ragno” russa che è stata accusata di accalappiare, drogare, abusare e torturare giovani uomini adescati nei locali pubblici. Piuttosto cruda, a dirla tutta.

Eppure il fascino della donna accalappiatrice ha probabilmente stuzzicato a lungo molti di voi anche se certe cose le avete viste accadere solo nei film e vi spaventa l’idea di una donna che spolpi letteralmente vivi gli uomini. Qualcuno avrà forse dato forma di fantasia all’idea, spogliata di ogni pericolo, relegandola in fondo al proprio cassetto delle idee più peccaminose. Non sono affermazioni, ma considerazioni di cui aspetto smentita o conferma.

Cambiando punto di vista e passando a quello femminile: solitamente siamo noi donne a lamentarci di approcci troppo frequenti, sfacciati o allusivi, e non di rado ci siamo spaventate per via di quello che dal bar ci fissava e di quell’altro che dai divanetti ammiccava verso di noi, con quell’aria da vero maniaco. Se non fosse per la sua gravità, quindi, questo episodio assumerebbe i toni della legge del contrappasso e susciterebbe anche un’amara risata accompagnata da un sommesso “ben gli sta”.

I fatti però scoraggiano ogni adesione e simpatia, perché Valeria K., 32 anni e studentessa fuori corso, frequentava chat e locali con il chiaro intento di catturare un uomo, portarselo a casa, drogarlo e poi tagliuzzarlo nelle sue parti basse. Il suo nick: Female Spider. Naturalmente la signora era recidiva e l’ha fatto almeno dieci volte. Ad una delle vittime, però, il giochetto è addirittura piaciuto. E questo ci porta di nuovo alle domande in apertura. A voi la parola.

Foto | Flickr

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