Educazione sessuale in palestra e a scuola, ma c'è chi non è d'accordo

Ieri durante il Convegno nazionale “Educazione sessuale, nuovi attori per nuovi bisogni” tenutosi in Senato, i ginecologi italiani hanno chiesto di introdurre nelle scuole di ordine superiore l'educazione sessuale come materia fissa. Inoltre sempre la Società italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo) ha annunciato per il prossimo autunno corsi di educazione sessuale da tenere in alcune palestre italiane, per coinvolgere circa 7 milioni di persone.

Il sottosegretario al Welfare non è d'accordo, almeno con l'educazione sessuale a scuola: la consapevolezza in questo campo deve venire secondo Roccella dai genitori, dalla famiglia, e non dalla scuola, dove un'ora alla settimana non è sufficiente. Il fatto a mio parere è che un'ora alla settimana, tenuta da persone esperte e senza imbarazzi, è meglio di zero ore la settimana da parte dei genitori. Perchè questa è la realtà.

Per quanto riguarda il corso di educazione sessuale nelle palestre, per invogliare al sesso sicuro anche persone più adulte, l'idea può essere da una parte ottima, dall'altra dati certi soggetti che frequentano i templi del fitness in Italia, potrebbe essere soltanto un incoraggiamento ulteriore al sesso libero di gruppo.

Personalmente apprezzo la volontà dei ginecologi italiani di diffondere un'informazione adeguata, per fornire gli strumenti adatti a prevenire malattie e gravidanze indesiderate a persone di tutte le età, soprattutto alle ragazze adolescenti e alle donne, che devono proteggere il loro corpo e la loro femminilità con tutte le armi a disposizione, per prima la consapevolezza, ma non so quanto potranno avere presa le iniziative appena ipotizzate sull'educazione sessuale, date le voci contrarie e il disinteresse generale sulla questione. Voi che ne pensate?

Foto | Flickr

  • shares
  • Mail