The Godfathers of the New School: Gary Panter

Gary Panter generazione degli anni 50, attraversa indenne la cultura pop-psicadelica degli anni 60, sopravvive agli anni 70 e finalmente arriva il suo momento di gloria nei primi anni 80 sull’onda di una generazione che nel giro di pochi anni riesce a infrangere tutti i canoni estetici e a creare un nuovo linguaggio fatto di


Gary Panter generazione degli anni 50, attraversa indenne la cultura pop-psicadelica degli anni 60, sopravvive agli anni 70 e finalmente arriva il suo momento di gloria nei primi anni 80 sull’onda di una generazione che nel giro di pochi anni riesce a infrangere tutti i canoni estetici e a creare un nuovo linguaggio fatto di immagini ruvide, di creatività amara e di un presa di coscienza politica e sociale nell’epoca del grande freddo dell’America Reaganiana.
Di lui si dice che è riuscito a trasformare la spazzatura in arte tanto da essere incoronato con il nomignolo di “King of Punk Art”, il suo studio di Brooklyn un bazar di vecchie locandine di B-Moovies Giapponesi anni 70, kit d’assemblaggio di modelli Hot Rod di Rat Fink, Comics e dipinti ad acrilico.
Il grande successo di Gary Panter arriva con il character Pee Wee nel contesto di un programma televisivo per adulti e per piccini dal titolo Pee Wee’s Playhouse, poi saranno molti i suoi personaggi che raggiungeranno una certa popolarità nella scena del fumetto underground Americano: Pink Donkey, Jimbo, Cola Madness etc.
Designer eclettico e multidisciplinare, suo il progetto dell’asilo all’interno del Paramount Hotel di Philippe Starck, sue le copertine di album dei Red Hot Chili Peppers e di Frank Zappa ma soprattutto è lui che riesce a rompere con una lunga tradizione di illustratori americani caratterizzati da un segno pulito e da una perfezione tecnica, verrà premiato con il Chrysler Design Award nel 2000 e lo si può considerare come il copostipite di un’intera generazione di giovani illustratori contemporanei.

Segnalazione di Francesco della bella intervista su blog92Y.org