Il calcio è un affare per soli uomini? A giudicare dai programmi sportivi condotti da donne, pare di no

Chi lo ha detto che per parlare di sport sia necessario essere uomini? Forse i pochi affezionati all'atavica mentalità da Bar. Anche perché in tv la situazione è ben diversa, con una domenica calcistica sempre più in rosa. Simona Ventura, dal 28 ottobre scorso, è tornata al vecchio amore, che non è Bettarini ma qualcosa di affine. La ex signora del fine settimana, dopo aver lasciato nel 2011 il timone di Quelli che il calcio a Victoria Cabello, torna infatti a parlare di seria A.

E lo fa dalla osannatissima piattaforma Sky, attraverso il canale Cielo, in compagnia di Alessandro Bonan, già volto noto di Sky Sport. Accanto a lui, a mantenere alte le "quote blu" del programma, Valerio Spinella, in arte Fayna. La quarta postazione fissa viene occupata, invece, da un'altra gentlewoman: Vera Spadini, giornalista di SkySport24, pronta ad avvisare in caso di novità dai campi. Ma ruolo simile non fu ricoperto qualche anno fa da Carolina Morace quando la Ventura era alla Rai? Simona le collaboratrici le sceglie bene e le sceglie donne!

E proprio a proposito di Rai, continua a convincere anche la già citata Cabello, che intrattiene i telespettatori con un "Quelli che il calcio" che è un mix fra varietà e commenti tecnici assennati. Padrona di casa perfetta, molto impostata, sa quando dare la parola ai suoi esperti e quando, invece, lasciarsi andare alla comicità del Trio Medusa o della bravissima Virginia Raffaele.

E che dire di Paola Ferrari? Un po' di anni fa fu votata come la giornalista più sexy della tv italiana e lei, già affezionata ai trespoli dei programmi sportivi (Domenica Sportiva, di cui è protagonista ancora oggi e Dribblig), abbandonò le comode scrivanie dei Tg per dedicarsi interamente al calcio. Come dimenticare la conduzione di 90° minuto? E, ad oggi, non si è mai voltata indietro. Possiamo dire che la signora non abbia gli attributi per parlare di calcio?

Intanto su Sky, Ilaria D'Amico, sono quasi dieci anni che si dedica alla sua passione sportiva. Si può amare o odiare la sua voce un po' nasale, ma non si può non apprezzare l'eleganza e la competenza di questa giornalista. Fra esperti impettiti, in giacca e cravatta, appare bellissima nei suoi abitini al ginocchio e molto concreta in quello che dice. Con lei finisce l'epoca delle belle da usare come soprammobili in programmi a prevalenza maschile.

Ma concedetemi un'ultima considerazione da tifosa della domenica. Quando la squadra del cuore naviga a vista nella Lega Pro, non si può non seguire il calcio sulle reti locali. E qui, fra ancora qualche giovane donna che fa stacchetti un po' trash, si trovano sempre più croniste in gonnella che sanno di ciò che parlano. L'inversione di tendenza è evidente, anche a giudicare dalla rinnovata passione delle ragazze europee per questo sport, da sempre considerato maschile. Che la parità fra i sessi passi anche dai campi verdi e dagli studi tv che ne parlano?

Foto | Facebook - Cielo che Gol

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