Quando ci innamoriamo? La parola a Francesco Alberoni



L’innamoramento è un territorio a tutti noto, perché tutti lo abbiamo vissuto per esperienza diretta. Ciascuno è buon testimone di ciò che ha vissuto. Ma nonostante questo rimane enigmatico e sfuggente.

Francesco Alberoni
nel libro “Innamoramento e amore” (Garzanti) spiega che l’innamoramento ha caratteri inconfutabili e si costituisce fra due persone sole:“Il suo orizzonte di appartenenza, qualunque valore universale possa sprigionare, è vincolato al fatto di essere completo con due sole persone. Questo è il motivo della sua specificità, della sua singolarità, ciò che gli conferisce alcuni caratteri inconfondibili”.

Due persone, in un certo momento della loro vita, incominciano un mutamento, si rendono disponibili a staccarsi dai precedenti oggetti d'amore, dai precedenti legami, per dare origine ad una nuova comunità. Allora entrano in stato nascente, uno stato fluido e creativo, in cui si riconoscono reciprocamente e tendono alla fusione. In tal modo essi costituiscono un noi, una collettività ad altissima solidarietà e ad altissimo erotismo” (Estratto da "Ti amo", Francesco Alberoni, Garzanti).

Noi tendiamo ad innamorarci quando siamo pronti a cambiare. Perché siamo mutati interiormente, perché è cambiato il mondo attorno a noi, perché non riusciamo più realizzare i nostri desideri o ad esprimere le nostre potenzialità. Allora cerchiamo qualcuno che ci indichi la strada e ci faccia assaporare un nuovo modo di essere.

Possiamo perciò innamorarci a qualsiasi età, ma soprattutto nelle svolte della nostra vita. Quando passiamo dalle scuole elementari alle medie, poi alle superiori, all’università, o quando cambiamo lavoro, o a quarant’anni quando inizia la maturità o a sessanta, o a settanta quando inizia la vecchiaia. Oppure quando la vecchia relazione si è consumata, o il mondo è cambiato e noi cerchiamo un nuovo accordo con esso.

  • shares
  • Mail