I Take That erano i miei fidanzati... a ottobre concerti in Italia

I Take That erano i miei fidanzatiChe resti tra noi: io, quando ero una teen-ager, andavo matta per i Take That. Cosa vuoi: erano sodi come meloni, spesso nudi, muovevano i bacini che era un piacere e si sapevano vendere come una bibita d'estate. Avevo un videoregistratore, delle amiche ormonalmente instabili quanto me e un sacco di pomeriggi senza pensieri.

Piangevamo moltissimo: se Robbie se ne andava, se Mark c'aveva il mal di denti, se Red Ronny gli presentava qualche presuntuosetta fortunata nello studio del Roxy Bar. Urlavamo moltissimo: quando Howard indossava il pareo, quando Jason sfoggiava quella faccia da "beccati questo", quando tutti insieme facevano il trenino o cavalcavano l'asta del microfono. Compravamo i surrogati cinesi di tutte le loro collanine, ritagliavamo le foto, litigavamo con quelle a cui piaceva lo stesso con una violenza che non ho più sperimentato. Eravamo preda del fenomeno, disdegnavamo i maschi "veri" e crescevamo sotto il miraggio di un ideale.

Poi, per fortuna, si lasciarono: io e le mie amiche avevamo ancora un po' di tempo per tornare coi piedi a terra e innamorarci del capo d'istituto che, pur non sapendo della nostra esistenza al pari dei Take That, almeno parlava la nostra lingua.
Take That concerto in Italia  a ottobre
Sono passati tanti anni e i reduci della band si sono riuniti, dignitosamente, dico io, con un'immagine qualitativamente migliore soprattutto dal punto di vista musicale (che ai tempi era dettaglio trascurabilissimo). A ottobre tornano in Italia, al Palamalaguti di Bologna (dove negli anni 90 la mia amica tentò il suicidio sbilanciandosi giù dalla gradinata perchè, secondo lei, le altre urlavano troppo forte e Howard non riusciva a sentirla mentre gridava "sei bonissimooooo"). La notizia è che la data è stata raddoppiata in previsione di un cospicuo afflusso di nostalgiche trentenni che andranno a Bologna con il nome da nubili o di nascosto dai fidanzati. (Qui in vendita i tickets)

Io, che confezionai uno striscione con scritto "Take That take us" con l'uniposca, ho deciso di non andarci, non mi frega più: che strana la vita.

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