Lavoro: quanto conta la bellezza per essere assunte o licenziate

donna in carrieraLe scuole di pensiero sono due, diametralmente opposte e nemiche giurate: c'è un abisso tra chi pensa che l’aspetto fisico conti moltissimo sul piano professionale per presentarsi al meglio sul lavoro e chi invece che possa addirittura essere uno svantaggio, perché induce gli altri a pensare che ci sia molta apparenza e poca sostanza. In definitiva le belle devono sgobbare di più per farsi valere sul lavoro e dimostrare che c’è anche cervello sotto la messa in piega.

Non c’è dimostrazione che valga a far prevalere una teoria sull’altra, specialmente alla luce di certe notizie che spiazzano le due correnti di pensiero. Una giovane guardia carceraria, per esempio, è stata licenziata perché troppo carina e dunque provocava i prigionieri con il solo aspetto gradevole. Ricorderete anche il caso della cameriera licenziata perché non voleva truccarsi sul lavoro per rendersi più graziosa alla vista dei clienti.

Posto che alcuni tipi di lavoro richiedono una cura particolare della persona e un aspetto gradevole – che non significa bello, ma curato e ordinato – quanto conta secondo voi la bellezza nell’ambito lavorativo? È un plus o uno svantaggio? Conta davvero essere belle per essere assunte a parità di competenze oppure si rischia di subire un fastidioso mobbing da parte di colleghi (o colleghe, meglio?) gelosi?

Foto | Flickr

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