Basta a sessismo e velinismo! Da Bologna parte la campagna-contro


Mentre gira per l’Italia e su internet un fantastico documentario intitolato "Il corpo delle donne" (se lo guardate le possibili reazioni possono essere a) voglia di spaccare la tv; b) piangere; c) voglia di prendere a sassate molti conduttori televisivi) con una sorta di sollievo apprendiamo la notizia che il rettore e il senato dell’Università Alma Mater di Bologna hanno bocciato i manifesti di una campagna pubblicitaria in cui i quattro poli universitari romagnoli erano rappresentati da quattro simpatiche “ragazzotte, capelli al vento, tutina attillatissima, a metà tra Lara Croft e Super Pippo”.

In verità non c’è niente di erotico in questo manifesto, semplicemente mettevano tristezza conciate in quel modo e con l’aria di chi giustamente non ha capito cosa dovrebbe rappresentare. “L’Università offre formazione, non birre! Basta con questa mercificazione del corpo femminile e di questi stereotipi”, in poche parole questo il messaggio lanciato a voce alta dagli organi ufficiali dell’Università, i quali – come si poteva ben immaginare – piuttosto che un bel riconoscimento per aver detto “NO”, si sono già presi caterve di accuse per scarsa modernità.

Il prossimo passo quale sarà? Che il manifesto del Politecnico di Milano annunci “Vieni a studiare da noi perché trovi la gnocca?”.

Sarà un ritorno al buon gusto? Sarà stato un episodio di sensibilità politica? Sarà stato un guizzo di intelligenza? Sarà quel che sarà ma di certo c'è che l'otre ormai è colmo. Il velinismo in tutte le sue sfumature ha superato ogni limite. Benché sia difficile immaginare la fine di tutto questo squallore, è importante e crea un pizzico di ottimismo che anche gli uomini abbiano iniziato a dire NO al sessismo nel nostro Paese.

Fonte Metro

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