Elucubrando sulla lontananza…



Anche l’amore nato dall’attrazione sessuale più forte, alimentato dal sesso più libero, sfrenato, gioioso, quando i due amanti sono lontani, diventa nostalgia, straziante bisogno dell’altro. È come una droga, non puoi fare a meno di pensare a lui, di scrivergli, di telefonargli e i giorni ti sembrano anni, i minuti mesi. Ma quello che ti manca non è il sesso, la beatitudine sessuale, perché lo strazio è tale che non puoi riviverla. Quello che ti manca è il tuo amato nella sua interezza, come persona, come Essere. Infatti ti basterebbe averlo vicino, parlargli, sfiorargli una mano, stringerla. Certo che l’amore ha bisogno del sesso e si esprime nel sesso, ma solo perché il sesso è il modo più intenso per partecipare all’Essere dell’altro, di fonderci con lui, di gioire con lui”.

E’ una riflessione di Francesco Alberoni in cui mi sono imbattuta in un momento di nostalgia e con la quale mi trovo perfettamente d’accordo. Penso e ripenso e come per magia si insinua nella mente una canzone che fa più o meno così: “La lontananza sai, è come il vento. Spegne i fuochi piccoli, accende quelli grandi”. La cantava Domenico Modugno.

La lontananza distorce la realtà, deforma le prospettive, ci fa perdere di lucidità. La lontananza fisica crea ostacoli estremamente impegnativi in una coppia, che non necessariamente sono solo i chilometri. La lontananza mentale non da alcun margine di sopravvivenza. Vivere una storia da lontano e mantenere la stessa freschezza non è per tutti.

Nessun discorso nuovo. Anzi, sono meccanismi ben noti a quel disgraziato del nostro cervello, signore e padrone del nostro corpo (insieme allo stomaco!).

Continuo nelle mie elucubrazioni e penso che rispetto all’uomo, la donna è più portata a sentire, subire e palesare la lontananza emotivamente. Alla fine, per cercare di tirare una conclusione, quasi a voler trovare una scusa o, forse di più, un motivo per andare avanti, penso che gli effetti della lontananza possono essere alleggeriti dalle dimostrazioni sincere (e non fisiche) dei propri sentimenti.

E voi cari lettori di Pink, come vivete le vostre lontananze?

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