Fidanzata virtuale: finzione o realtà?

E' nato in Italia un sito che prende spunto da un'idea di una ragazza americana, avuta nel 2004: si chiama Fidanzata Virtuale e offre esattamente questo, ragazze virtuali e conseguente amore virtuale. Finto.

I ragazzi o gli uomini soli (e non, si intende) possono tracciare su questo sito il profilo della loro ragazza ideale e perfetta; a questo punto la richiesta viene inoltrata ad una serie di ragazze "reali", attrici come vengono definite, che sceglieranno di interpretare la parte di questa fidanzata perfetta (a distanza) in modo esclusivamente virtuale (con chat, mail e telefono), ovviamente dietro compenso.

Considerazioni da fare ce ne sarebbero a valanghe e si potrebbe discorrere per ore su questioni legate alla psicologia umana, alla società di oggi, ai comportamenti maschili e femminili, a come cambia il mondo grazie o a causa di internet e a come realtà virtuale e realtà reale si fondano ormai senza quasi più distinguersi, se non in modi e confini errati. Tenendo presente che la realtà virtuale può essere molto potente nel costruire mondi immaginari fin troppo reali nella mente umana, una domanda sorge subito spontanea: gioco o realtà?

Se realtà valgono alcune riflessioni: triste dover ricorrere al denaro per avere una semplicissima compagnia virtuale, seppur ben costruita; curioso come la parola virtuale in questo caso assuma anche benissimo la connotazione di "finto", mentre normalmente indicherebbe semplicemente una dimensione parallela e differente, "altra"; strano come nel comunicato stampa, questo non-luogo (Fidanzatavirtuale.com) venga considerato un ottimo posto di lavoro per ragazze in cerca di qualche guadagno, una sorta di paese dei balocchi catartico e salvifico, dove potersi rifugiare invece che spogliarsi in cam.

Allarmante pensare che anche le attenzioni e l'affetto si possano comprare; inquietante l'idea di poter materializzare (anche se solo virtualmente) una donna perfetta, che per quanto ben interpretata non si potrà mai calare nei panni della realtà; pericolosa l'idea di poter "amare senza rischi": qui si entra non più nella dimensione virtuale, ma in quella ben più pericolosa del non-reale, dell'immaginario negativo che può distorcere inconscientemente la realtà vera.

Se invece tutto questo è solo un gioco, allora nessuna delle riflessioni appena fatte valgono qualcosa. Si tratta solo di capire dove stanno i confini, tra un The Sims più irreale che mai, e la vita di sempre, quella che non ha perfezione e che lascia il virtuale chiuso dentro a un pc.

Foto | Flickr

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