“Morirei per il mio vero figlio ma per quello adottivo no” dichiarazioni shock di Rebecca Walker

Rebecca Walker è una scrittrice americana. La celebre madre, Alice Walker, è autrice de "Il colore viola" e di una delle più belle poesie sulla devastazione del mal d'amore scritta da una donna.

Recentemente Rebecca è balzata gli onori della cronaca per affermazioni shock riguardo la maternità, tema al centro del suo ultimo libro “Baby Love: choosing motherhood after a lifetime of ambivalence“.

Senza troppo parafrasare ha sconvolto l'opinione pubblica americana - e non solo - rompendo il taboo sulla "impeccabilità" del sentimento materno, a quanto pare non è vero che tutti i figli "so' piezz' e core", perchè ci sono alcuni che sono più "piezz'e'core" di altri...

Ha affermato che per il proprio figlio biologico è pronta a morire, per quello adottivo no. "L'altra metà del cielo" della blogosfera è insorta, prendendo letteralmente preso d’assalto il blog di Rebecca. Tra le altre affermazioni shock tratte dal libro si legge che: “Non è uguale: l’amore che provi per un figlio adottivo non sarà mai intenso come quello che senti per il sangue del tuo sangue. Per Tenzin farei qualsiasi cosa. Per Solomon no”.

L'autrice dice di non vantarsi di provare una cosa del genere ma non può fingere che sia il contrario, e così pure nelle interviste non ha accennato a ritrattare: “Mentre sono pronta a morire per Tenzin, non credo che farei lo stesso per il mio figlio adottivo”.

Numerose le proteste e il tentativo di boicottaggio del libro, anche se c'è stato anche chi ha difeso la posizione di Rebecca: la scrittrice femminista Erica Jong, che ammira il coraggio nell’elaborare un tema tanto delicato e personale. Anche se non tutti la pensano come lei è apprezzabile, secondo la Jong, che Rebecca abbia messo a nudo queste emozioni nascoste.

Non essendo madre non me la sento di esprimere un parere in merito con assoluta convinzione. A primo acchito sono inorridita, però forse non ne ho il diritto non sapendo cosa si provi ad avere un figlio proprio, o a desiderarlo sapendo di non poterlo avere, o a scegliere di adottare un bambino per dargli l'opportunità di una vita migliore e a tutte le miriadi di variabili che ci stanno tra voi e un figlio, naturale o adottato che sia.

La "me" cinica mi suggerisce che è dura credere che la Walker potesse sottovalutare l'effetto di dichiarazioni così pesanti, e che forse tutte queste esternazioni e relativa polemica siano comunque funzionali alla pubblicità del libro, in base alla logica "che se ne parli bene o male, ma che se ne parli".

Altre ciniche/i, tra voi....?

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