Non so se vi è capitato lunedi di dare un’occhiata alle Iene, su Italia Uno… Giulio Golia ha realizzato un servizio (qui potete rivederlo, ma la qualità video è così-così) che ha colpito molto, e in negativo, la mia sensibilità di consumatrice di romanticherie stupide. Già perchè parlava della tossicità della stragrande maggioranza delle candele in commercio…

Ma come? Io accendo fiammelle che nemmeno a Notre Dame nell’abside degli ex-voto, per rendere l’atmosfera odorosa, sdolcinata, sensuale, e invece rischio di ammalarmi? Sicuramente sto esagerando, i veleni (soprattutto benzene, toluene, formaldeide) sono presenti in piccola parte, ma ciò non significa che non facciano male e non inquinino (sono sostanze cancerogene!). Soprattutto se accumuli un numero di candelotti degni del bagno di Brooke Logan in un tinello da due metri per due.

Niente panico comunque, a quanto pare le cererie italiane garantiscono materiali d.o.c., cosa che invece non fanno i mercati orientali (i più economici, ovvio). Il dubbio che l’accento sia stato fatto cadere di proposito sulla querelle prodotti italiani/prodotti cinesi mi è venuto, ma io sono una mal pensante…
Va bene, per accendere le mie cene romantiche aspetterò di ripristinare il terrazzino per l’estate…

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