Le bibite in lattina e le bevande energetiche sono davvero affidabili?

Ancora ci risuona nella mente l'eco della notizia dello scorso marzo, riguardante le accuse mosse dal CSPI (Center for Science in the Public Interest), l'associazione americana di difesa dei consumatori, contro Coca-Cola e Pepsi, colpevoli, a quanto detto, di usare un additivo cancerogeno nelle loro bevande, il 4-metilmidazolo. Le due multinazionali erano state messe dinanzi ad un aut aut: o cambiare l'ingrediente incriminato (strada che poi è stata scelta) o scrivere sulle lattine che il prodotto poteva nuocere alla salute. Come per le sigarette.

Alla luce delle "pulci" fatte ai due grandi brand di beveraggio, ci viene spontaneo chiederci se tutte le altre bibite in lattina o le tanto osannate bevande energetiche, che normalmente acquistiamo sugli scaffali dei nostri supermercati e che non sono sottoposte a pressioni altrettanto importanti, siano poi così affidabili come crediamo. La domanda è legittima, visto che spesso la bevanda gasata è una compera che facciamo per le feste dei bambini, contando sulla sua sicurezza. E allo stesso modo, è sempre bene sapere cosa si nasconde dietro l'energy drink che mettiamo in borsa per le evenienze.

Per quanto riguarda le bibite a base di cola, di certo il primo spauracchio è la caffeina, tanto che, parimenti al caffè, ne andrebbe evitata l'assunzione in caso di aritmie e stati ansiogeni, oltre che ovviamente limitarla per i più piccoli, particolarmente sensibili a qualsiasi sostanza eccitante. Ma non sono da sottovalutare neanche le conseguenze sulla salute di altre bevande gasate, come aranciate e limonate, zeppe di coloranti artificiali e dolcificanti sintetici. Aspartame, acesulfame-K e olio vegetale bromurato sono i più facili da trovare. Inutile dire che le ricerche scientifiche non sono particolarmente rassicuranti. In particolare riguardo l'ultimo della lista, sembra che somministrazioni continuative di bromo possano portare a lesioni cutanee, perdita di memoria e disturbi nervosi.

Per le bevande energetiche c'è da fare una considerazione a parte. Oltre a quanto detto per le normali bibite gasate, si aggiunge anche il problema delle sostanze "tonicizzanti", che vengono usate per tenere il cervello sveglio e attivo. Le liste di ingredienti utilizzati più comuni sono: taurina, glucuronolattone, vitamine del gruppo B, guaranà, ginseng, ginkgo biloba, l-carnitina, zuccheri, antiossidanti e minerali in traccia. Molto spesso in associazione con alti dosaggi di caffeina, il che rende questi elisir delle vere e proprie bombe ad orologeria, di cui si avvertono gli effetti negativi anche a distanza di tempo.

Una considerazione a questo punto va proprio fatta: la ragione per cui le sostanze eccitanti dell'attività cerebrale hanno quel potere sul nostro organismo, non è in rapporto di causa-effetto. Ossia, non ci sentiamo più svegli perché la caffeina ha azione svegliante, bensì perché è una sostanza che viene riconosciuta come estranea dal nostro corpo. E come accade con tutte le sostanze estranee, il fisico cerca di liberarsene mettendosi in stato di allarme, lasciando strascichi anche nel medio periodo. Ora che abbiamo le idee più chiare forse opteremo più frequentemente per frullati o spremute fresche. Almeno per tutelare un po' i nervi e più in generale il nostro organismo.

Foto | Pinterest

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