Dopo Milano, chiude la libreria Babele di Roma

Anche la libreria Babele di Roma si avvia alla chiusura, al pari di quella di Milano. In questo caso la situazione è più lineare, ma il risultato non cambia: una libreria che chiude è una sconfitta per la vita culturale per tutto il Paese. Se poi la libreria è “a tema” la sconfitta è ancora

di robo


Anche la libreria Babele di Roma si avvia alla chiusura, al pari di quella di Milano. In questo caso la situazione è più lineare, ma il risultato non cambia: una libreria che chiude è una sconfitta per la vita culturale per tutto il Paese. Se poi la libreria è “a tema” la sconfitta è ancora maggiore perché è importante che punti di ritrovo della comunità gay non siano solo le palestre, le saune e i bar. Purtroppo, come notano i proprietari della Babele di Roma, forse oggi quel che conta è l’Isola dei famosi, no? Oppure, per dirla con Will & Grace, se al posto di una libreria si può fare una palestra, tanto meglio!

Nel caso della Babele di Roma, poi, è ancora più triste la chiusura: è un centro di cultura omosessuale a due passi dal Vaticano. E tutti noi sappiamo quanto sia importante essere una spina nel fianco della Chiesa cattolica. Di seguito il comunicato della libreria.

Carissimi amici e amiche, dopo tanti, tantissimi anni, per la precisione quindici, che la Libreria Babele è aperta, e lo è stata ininterrottamente: estate ed inverno, durante le feste e spesso anche la domenica; ci troviamo nella triste condizione di comunicarvi l’imminente chiusura.

Eh già, a quanto pare il momento di crisi si fa sentire, soprattutto dalle piccole attività che non ce la fanno a reggere il confronto.

La perdita dell’esclusiva nella specializzazione (ormai trovare un reparto di libri e audiovisivi glbtq è facile e “normale” un po’ dappertutto), internet la fa da padrone (film, musica e immagini ormai si scaricano come lo sciacquone!), si legge poco e i libri costano cari (ma la grande distribuzione può permettersi sconti incredibili), i soldi per la cultura non ci sono (ma guai a non avere l’ultimo modello di telefonino o di un capo alla moda!), l’interesse diminuisce (negli under 30 anzi manca proprio), tutto questo ed altro ancora ci costringe oggi a dare questo annuncio.

Ci costringe anche a dare l’avvertimento a chi ci sta intorno che si rischia di perdere la memoria, di perdere l’identità e la cultura, di perdere le basi su cui costruirsi e costruire il futuro, ma forse a molti non interessa più, loro credono che tutto sia risolto, che l’Italia li rispetta e accoglie amorevolmente.

Francesco Ingargiola ebbe una intuizione: conquistare la capitale papalina, sonnolenta e chiusa, attraverso la cultura glbtq, con la visibilità, la possibilità di incontro e ha vinto. Claudio Catalano con amore, non solo per Francesco, ma per i libri, per i clienti, per il mondo gay, ha felicemente continuato, resistito, faticato insieme a Lorenzo negli ultimi anni… quanta fatica… e hanno vinto!

Di clienti ormai nemmeno l’ombra (saranno tutti sull’isola dei famosi? ), donne nessuna, uomini pochissimi. Ora non ce la facciamo più! Stanchi e anche un po’ stufi. Stufi di sentirci fare delle domande, sempre uguali, sempre le stesse: “Che bisogno c’è di una libreria gay?”. Datevi una risposta e se proprio non la trovate, allora è giusto che ci salutiamo così, da cari amici.

I proprietari vogliono rientrare in possesso dei locali allo scadere del contratto, cioè ottobre 2009, noi cercheremo di resistere fino ad allora, ma è dura e comunque a noi non interessa più restare. La nostra strada l’abbiamo orgogliosamente percorsa e ora siamo arrivati ad una svolta (qualcuno li chiama acciacchi).

Grazie di cuore a tutti quelli che in tutti questi anni ci hanno sostenuto: venendo a comperare da noi, portandoci un caffè e tanti (troppi) dolci, o anche solo passandoci a salutare, e siete stati tanti! Grazie ancora.

Per tutte le altre domande siamo a vostra disposizione in negozio tutti i giorni dalle 10 alle 20 e il telefono è sempre lo stesso.

Claudio Catalano, Lorenzo Miconi, Maurizio Gregorini

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