Italia: Design_kit di Asterisco*lab

Italia: Design_kit è una nuova iniziativa di designerblog, una serie di interviste, che si propone di creare una geografia del panorama del giovane design italiano, evidenziando quali sono le icone di riferimento della nuova generazione e le direzioni intraprese dalla nuova creatività. Il bello di questa mappa è che si autogenererà. Ogni intervistato infatti farà

di cuttv


Italia: Design_kit è una nuova iniziativa di designerblog, una serie di interviste, che si propone di creare una geografia del panorama del giovane design italiano, evidenziando quali sono le icone di riferimento della nuova generazione e le direzioni intraprese dalla nuova creatività. Il bello di questa mappa è che si autogenererà. Ogni intervistato infatti farà il nome del suo successore.

Gli ospiti di oggi sono Davide Ratti, Alice Rizzo, Emily Louise Simonis dell’Asterisco*lab Designstudio di Milano, invitati da un ospite misterioso…

Descrivi chi sei, cosa fai e come ti piace farlo.
Siamo tre designer di Milano, Alice, Davide ed Emily. Abbiamo iniziato il nostro percorso comune durante l’università, dove abbiamo compreso la ricchezza di lavorare insieme, cercando soluzioni comuni a partire da punti di vista diversi. Nel 2007 abbiamo creato Asterisco*lab e attualmente ci occupiamo di design del prodotto, packaging, grafica e design strategico. Il nostro approccio creativo è indipendente dalla materia in cui si esprime: cerchiamo di essere aperti a qualsiasi tipo di contaminazione e ispirazione aliena. L’unica costante è la volontà di esplorare nuove possibili soluzioni. Ci piace provare a ribaltare le abitudini, cercare di stravolgere la quotidianità, attraverso un gesto semplice, ironico, irriverente, un cambio di prospettiva. L’obiettivo è far capire quanto la galassia di oggetti che ci circondano influenzino le nostre abitudini, il nostro essere, le nostre emozioni.

Parlaci di un’esperienza che ha influenzato in modo particolare lo stile e l’anima del tuo lavoro.
Ogni esperienza modifica il nostro lavoro: ogni progetto è una sfida che di volta in volta ci porta a cambiare tattica, punto di vista, approccio. In ogni nuovo progetto ci accorgiamo di quanto i precedenti ci abbiano influenzato e arricchito e di come sia maturato il nostro processo di progettazione. Dovendo individuare un momento in particolare, probabilmente il progetto della libreria Dueterzi, realizzata per un concorso. E’ stato il primo progetto affrontato insieme come “studio”, in una specie di breve workshop creativo che ci ha fatto capire come gestire le competenze e capacità di ognuno, cercando di accettare le diversità per costruire qualcosa di innovativo.

Progetti in atto o per il futuro.
Attualmente ci stiamo occupando di progettazione di packaging nel campo del beauty care. Stiamo sviluppando una nuova linea di prodotti e lavorando contemporaneamente sul redesign di altre linee. Per noi è un’esperienza nuova e stimolante. Il packaging è una sorta di mondo di confine, dove in fondo tutto è possibile, ma ci si scontra con tantissime esigenze differenti di attori diversi. E’ un mondo complesso e molto interessante, con tante potenzialità inespresse o addirittura represse. Inoltre cerchiamo di non limitarci al disegno, ma anche di sconfinare nel campo del design strategico, cercando di offrire la nostra consulenza anche in tal senso, esplorando mercati e scenari di riferimento. Per quanto riguarda il design di prodotto, stiamo lavorando ad una collezione di oggetti per la tavola per una giovane impresa specializzata in fotoincisione che vuole lanciarsi nel mondo dell’home furnishing. Speriamo possa essere pronta entro il Salone del Mobile!

Qual’è il ‘superpotere’ per far fronte ai momenti di difficoltà.
Alice: girare il foglio al contrario e cambiare punto di vista!
Davide: guidare o camminare senza meta ascoltando musica, è rilassante e riesco a focalizzare meglio i pensieri e le immagini che ho in testa. E poi perdersi può anche essere una grande occasione!
Emily: non pensare!! Non fermarsi mai a pensare troppo!
*Lab: giocare a mini-pingpong sul nostro mini-tavolo da mini-pingpong.

Raccontaci per quale icona del design faresti follie.
Alice: non c’è un oggetto preciso per cui farei follie, ma sicuramente non mi fermerei mai ad uno solo!
Davide: non credo farei follie, ma vorrei uno sgabello “Sella” dei Castiglioni in giro per casa. Semplice, ironico e “mobilissimo”.
Emily: mi taglierei le vene per una sedia degli Eames. Ma a dir la verità sogno una vera e propria collezione di oggetti di design e la lista è troppo lunga per poterla riportare qui!

Quale consiglio daresti ad un giovane designer alle prime armi.
Essendo alle prime armi anche noi, il consiglio migliore potrebbe essere imparare dai propri errori ma soprattutto dalle proprie esperienze positive e da ogni situazione cercare di apprendere qualcosa. Poi, parlare molto con la gente, essere curiosi del mondo. Non fare affidamento solo sulle proprie capacità, cercare al di fuori e conoscere il più possibile.
Emily: Provare provare provare! “A real loser is someone so afraid of not winning they don’t even try“ (Little miss sunshine)

Who’s next?
Il designer di oggi ha scelto per noi l’ospite misterioso della prossima intervista. Prossimamente su designerblog.

Design_kit di AsteriscoLab
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