A Bergamo una chiesa espone un manifesto contro le adozioni gay

I cappuccini di Bergamo espongono un manifesto contro le adozioni gay in cui si offendono le persone dello stesso sesso.

di robo

La scelta della chiesa dei cappuccini di Bergamo di affiggere un manifesto dell’associazione Scienza e Vita offende i figli delle persone omosessuali e i loro genitori. Quanto dichiarato nel manifesto non trova riscontro né nell’esperienza, né nel diritto, né nella scienza. Si tratta di mera propaganda contro le persone lesbiche e gay fondata su un pregiudizio sessuale.

Scrive così l’avvocato Antonio Rotelli, presidente dell’associazione Avvocatura per i Diritti LGBTI, che proprio a Bergamo ha sede. A cosa è dovuta questa dichiarazione?

In occasione della Giornata della Vita (celebrata domenica scorsa) fuori dalla chiesa dei cappuccini in Borgo Palazzo, a Bergamo, è comparso un manifesto in cui si legge:

Io non sono un diritto! Un bimbo non è un diritto! Voglio un papà/uomo e una mamma/donna. Non voglio diventare il giocattolino “adottabile” da una coppia gay. Io non voglio essere il prodotto di una fecondazione artificiale e nascere già dopato di ormoni superflui… Ho il diritto di nascere da una relazione d’amore naturale tra uomo e donna.

Il superiore del convento, padre Marcello Longhi, pare cadere dalle nuvole:

Io non sapevo nulla di questo manifesto, ma domenica, in occasione della giornata per la vita e in pieno accordo con me, è stato ospitato davanti alla chiesa un gazebo dell’associazione Scienza e Vita, di cui condivido gli scopi e il pensiero. Non escludo che tra il materiale informativo che veniva offerto ci fosse anche qualche poster sul tema delle adozioni omosessuali […] Tutti sono liberi di esprimere la propria opinione, così anche noi. Del resto come cattolici abbiamo le nostre riserve sul tema delle adozioni a coppie omosessuali e questa non è una novità. Il dibattito è aperto, non è un delitto se qualcuno esprime apertamente la propria opinione.

In nome della libertà di espressione la chiesa (cattolica, in particolare, ma non è la sola) non si preoccupa di calpestare la dignità delle persone e di dare all’untore, fomentando sempre più quell’omofobia che produce vittime ogni giorno. Ma loro non se ne curano, pretendono di essere voce delle persone che soffrono e poi sono essi stessi a generare sofferenza in un vortice che alimentano con finto scandalo.

Nota giustamente l’avvocata Maria Grazia Sangalli, vicepresidente dell’associazione Avvocatura per i Diritti LGBTI:

È essenziale il confronto su temi come questo ma è possibile solo mettendo da parte gli slogan. Rappresentare le persone omosessuali considerandole egoiste, contro natura, incapaci di offrire una crescita sana e equilibrata ai proprio figli è semplicemente fuori dalla realtà e rischia di produrre una inesistente contrapposizione tra il bene e il male.

Via | Gayburg + Comunicato Stampa

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