Ancora stereotipi su donne e immigrazione. Ecco i giovani italiani di oggi



Quante volte (al giorno) sentiamo dire “i giovani sono il futuro”? Tante. Eppure da un’indagine dell’Irpps-Cnr, ovvero l’Istituto di ricerca sulle popolazioni e le politiche sociali del Consiglio Nazionale delle Ricerche, condotta sulle convinzioni degli adolescenti in campo sessuale, in particolare al ruolo della donna, e sull’immigrazione, il quadro che si è delineato è poco incoraggiante. Venerdì scorso, nel corso del convegno “Il Cnr e la scuola”, sono stati presentati i dati dello studio nato per contribuire “ad una migliore e più corretta conoscenza dei problemi della popolazione affinché si possa concorrere alla formazione di opinioni autonome, indipendenti dagli stereotipi, dall'influenza dei luoghi comuni e dall'enfatizzazione ideologica". L’indagine ha confermato dati e tendenze dure dal rimuovere.

L’analisi è stata condotta su 3200 studenti e studentesse di scuole medie e superiori di Milano, Venezia, Lucca e Salerno, appartenenti a due fasce di età: 12-13 anni e 16-18 anni. I risultati sono stati significativi e disarmanti, perché rappresentano quel periodo di vita al limitare di due passaggi significativi, la fine della scuola e l'ingresso nell'età adulta.

Morale della favola: gli adolescenti continuano a correre dietro a luoghi comuni dominanti. L’atteggiamento è prevalentemente sessista (in particolare tra i maschi) e di allarmismo nei confronti degli immigrati (sopratutto nel nord Italia). La conclusione dei ricercatori è amara: “C'è ancora sostanziale indifferenza verso questioni tanto dibattute”.

"Se nel complesso delle risposte si profila un orientamento aperto rispetto ai costumi sessuali –ha detto Maura Misiti, la ricercatrice del Cnr responsabile dell'indagine- ragazzi e ragazze ritengono con una maggioranza di quasi i tre quarti degli intervistati che non sia necessario aspettare il matrimonio per avere rapporti completi (73% Venezia, 69% Milano, 50% Salerno); l’infedeltà sessuale di una donna è molto più grave di quella dell'uomo, che per sua natura è cacciatore (60% Salerno, 40% Venezia); molte donne in fatto di sesso vanno un po' forzate, altrimenti non si sbloccherebbero (disaccordo: 54% ragazze, 19% ragazzi; 44,3 liceali, 35% istituti tecnici, 28% istituti professionali); prima la convivenza poi (forse) il matrimonio (Venezia 55%, Lucca 51%, Milano 47%, Salerno 42%)".

Commenti poco maturi anche per quanto riguarda la considerazione degli immigrati, soprattutto nella fascia d'età più alta. Solo in due città (Venezia e Lucca) la quota di ragazzi in grado di stimare la presenza degli immigrati residenti nel nostro Paese ha superato il 20%, mentre tra le risposte errate, la maggioranza (intorno al 50%) tende a sovradimensionare il fenomeno: in particolare a Milano e Venezia. I “non so” vanno dal 21% di Venezia al 46% di Salerno e, curiosamente, sono dichiarati più dai ragazzi delle scuole superiori che da quelli delle medie.

"Una grave carenza informativa imputabile anche, ma non esclusivamente, alla scuola e che impone una seria questione civile", hanno affermato i ricercatori del Cnr. “Emerge l'incapacità di valutare il fenomeno immigratorio, che appare esprimere anche una sostanziale indifferenza verso una questione importante molto discussa”.

Insomma, i nostri giovani risultano stereotipati, immaturi, aperti solo a costumi sessuali più liberi e di scarsa capacità critica. Gli esperti l’hanno definita “grave carenza informativa”. E la colpa non è esclusivamente della scuola. E di chi, allora? Della famiglia? Dei media? Della religione? Della propria capacità di essere autodidatti nella vita e nella scuola? Diteci di chi perché vogliamo saperlo.

Via Asca

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