Dormire in compagnia "turba" la mente maschia

E' universalmente noto che dormire abbraccicati con il proprio partner è un piacere tutto femminile, e che solo l'uomo molto innamorato (e timoroso di una possibile reazione della sua dolce metà) si mostra felice all'idea di passare tutta la notte "vicini vicini".

In genere, il maschio medio accampa delle scuse, dal banalissimo "fa troppo caldo" all'altrettanto poco originale "mi vengono i crampi", venendo così tacciato di insensibilità e divenendo spesso oggetto di rancorose accuse sulla scarsa serietà del suo sentimento nei confronti di chi occupa l'altra metà del lettone (e che già sognava di potersi scaldare i piedi gelidi con i piedi bollenti di lui).

Oggi la scienza viene in aiuto di tutti quegli uomini che vorrebbero dormire a quattro di bastoni occupando DA SOLI ogni centimetro quadrato del materasso.

Infatti, uno studio dell'Università di Vienna, pubblicato dal settimanale New Scientist, sostiene che dormire accanto a qualcuno riduce le capacità mentali degli uomini, e solo loro. Pare infatti che i maschi quando dividono il letto - sesso incluso o meno - non riescano a rilassarsi bene e che questo influenzi il loro stato mentale del giorno dopo (cfr. i grugniti da troll di prima mattina...).

Le donne invece hanno il sonno più pesante e sono quindi meno turbate dalla presenza di qualcuno accanto.

Tralasciando la morte del romanticismo cui si assiste, mi domando chi abbia condotto una ricerca che sostiene che le donne abbiano il sonno più pesante degli uomini (li hanno mai sentiti russare?!) e che questi ultimi possano essere "turbati" dalla presenza di qualcuno nel letto ... e mi rispondo anche subito: scienziati MASCHI!

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