In Italia sempre più donne "scelgono" il part time

Da uno studio di Unioncamere emerge che i contratti di lavoro part-time in Italia sono in aumento. E il lavoratore-tipo che "sceglie" il part time è donna, sotto i trent'anni e non laureata.

Il verbo "scegliere" implica una libertà di fondo e almeno due possibilità più o meno equivalenti tra cui decidere; qui invece "scegliere" ha un senso figurato: la libertà infatti pare essere quanto meno parziale nella maggior parte di questi casi: la donna "sceglie" il part time perchè l'altra opzione è non riuscire a seguire le esigenze della famiglia che ha costruito. Anzi, c'è addirittura una terza opzione: la disoccupazione, perchè sembra che i datori di lavoro non offrano più tanto volentieri contratti full time.

Senza soffermarci troppo sulle spinose questioni economiche implicate tristemente in questo ultimo dato, l'altra grande domanda è: dov'è la "scelta"? Il quadro dipinto da Unioncamere parla di una situazione che si avvicina molto più alla "scelta obbligata", che alla libertà di scelta. Anche perchè lo studio sottolinea come preferire il part-time, vada a discapito delle aspirazioni lavorative e professionali delle donne, rischiando di incrinare anche la soddisfazione personale e di peggiorare la qualità della vita.

Un'altra, forse scontata domanda sorge spontanea: è ancora giusto che si debba operare una scelta forzata e quasi netta tra lavoro e famiglia? E' ancora giusto che una donna sia costretta a sacrificare la carriera per i figli o dall'altra a trascurare i figli per la carriera? E siamo poi sicuri che l'insoddisfazione sul piano professionale renda una donna una madre migliore? Domande forse in netto contrasto con i risultati dello studio inglese che invece confermerebbe la voglia delle donne di essere solo e semplicemente mamme; la ricerca di Unioncamere però sottolinea come la dualità del ruolo femminile sia ancora un argomento spinoso e sofferto dalle donne italiane, che pare non possano scegliere così serenamente e liberamente se essere mamme oppure lavoratrici di successo oppure entrambe le cose.

Via | Gazzettadellavoro

Foto | Flickr

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