Second Life: quando il tuo avatar diventa testimonial L'Orèal Paris

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Abbiamo già parlato di Second Life e delle sue opporunità virtuali: tuffarsi anima e pixel in una vita che non è la tua ma si avvicina incredibilmente a quella che sogni la notte, mentre il tuo lui russa, o davanti alla tv, sempre mentre il tuo lui russa.

Quando passa l'ennesimo servizio sulla settimana della moda tu sogni di avere gambe lunghe e lucide e di essere libera di ancheggiare su una passerella (cosa che provi a fare per strada urtando inesorabilmente le anche allo specchietto del motorino di turno...)? Bene, il tuo avatar può farlo! Si è concluso agli inizi di aprile un evento fashion di portata internettiana organizzato da quei furboni di L'Orèal: l'elezione del volto della marca nella piattaforma virtuale. Più di 200 avatar elegantissime, bellissime, emozionatissime (??) hanno sfilato davanti a giurati irreprensibili e severi.

Me lo immagino: il globo unito da tremanti manine che digitano caratteristiche e presentazioni. La vincitrice commossa si sarà sciolta in emoticons lacrimevoli, esclamando: "Vorrei ringraziare il tecnico che mi ha salvato l'hard disk, senza il quale realizzare oggi questo sogno non sarebbe stato possibile!" e giù di applausi.
Faccio una proposta: "Third Life", e diventiamo tutti animali, da più parti della catena alimentare, che devono sopravvivere a quella giungla che è la vita. Ah, no, scusate: questa è la realtà...

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