Donne e mondo del lavoro

Lavoro questione delicata. Un po’ dappertutto, in Italia in particolare. Un’indagine su donne e mondo del lavoro è stata condotta da Subito.it, gruppo norvegese Schibsted, sito di annunci di compravendita, per cercare lavoro e per sondare il rapporto delle donne italiane con il mondo del lavoro.

Secondo quanto è emerso dallo studio, il 64% delle donne italiane è soddisfatto del proprio lavoro e l’86% vorrebbe cambiarlo. Il 78% sembra non essere soddisfatto del proprio stipendio e il 59% delle donne che vorrebbero cambiare lavoro dichiara di aver necessariamente bisogno di uno stipendio maggiore.

Cambiare lavoro per questioni economiche è diventata dunque una priorità per la maggior parte delle italiane. Ma lo stipendio, di gran lunga la causa principale, non è l’unico motivo che spinge verso questa scelta: per il 43% la voglia di una crescita professionale, per il 37% la ricerca di un contratto migliore, per il 25% la tipologia del lavoro svolto e per il 17% il fatto che l’azienda navighi in brutte acque.

Complice la crisi economica ed i rincari, qualsiasi sia la motivazione, le italiane si guardano in giro per migliorare la qualità della propria vita e utilizzano svariati canali, anche più di uno contemporaneamente:

- L’87% cerca annunci di lavoro su Internet, che risulta essere il mezzo più utilizzato.
- Il 51% si affida a passaparola di amici e conoscenti.
- Il 47% legge annunci sui giornali.
- Il 26% utilizza agenzie di ricerca e selezione del personale.
- Il 23% è iscritto alle liste di collocamento.

E se il cambiamento implicasse anche un trasferimento? Niente da fare per il 51% delle donne italiane che dichiara di non essere assolutamente disposto a trasferirsi nemmeno davanti ad una proposta interessante. Sensibilmente inferiore rispetto ai connazionali uomini, il 74% dei quali farebbe le valigie in quattro-e-quattro-otto se la proposta è allettante. Per il 49% delle donne che invece valuterebbero la possibilità di cambiare aria, la meta ideale è rappresentata al primo posto da una tranquilla realtà della provincia italiana e in secondo luogo una grande città, ma sempre in Italia. Molto meno graditi i trasferimenti all’estero: solo il 7% si sposterebbe all’interno di un contesto europeo e il 4% sarebbe disposto a uscire dall’Europa.

Fonte Subito.it

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