Lea Garofalo bruciata e non sciolta nell'acido, trovati in un campo i resti della donna


Lea Garofalo non è stata sciolta nell’acido. È questo quanto è emerso dalle indagini, dopo il ritrovamento del corpo circa un mese fa. La donna di 35 anni, famosa per essere una pentita di 'ndrangheta, è stata sequestrata e uccisa la notte tra il 24 e il 25 novembre 2009, da un commando organizzato dall’ex marito Carlo Cosco. Secondo gli ultimi ritrovamenti, Lea è stata prima strangolata e poi bruciata.

Il corpo è stato ritrovato in un campo in Brianza. Purtroppo non c’è ancora la certezza assoluta che quei resti siano proprio di Lea Garofalo, ma le prime indagini (e soprattutto alcuni monili e anelli) fanno pensare che la probabilità sia molto elevata. Si è ora in attesa della conferma definitiva, che arriverà solo con l’esame del Dna.

Dell’omicidio di Lea Garofalo, a oggi, si sa ancora poco. Non si è mai però messo in dubbio la dinamica dell’incidente: secondo la ricostruzione della pubblica accusa, la donna dovrebbe essere stata uccisa con colpo di pistola e poi sciolta in 50 litri di acido in una fossa biologica di un magazzino della Brianza. Ora, però, i resti ritrovati fanno presumere che la storia sia molto diversa.

Avevo capito, ma a mio padre non l'ho fatto capire. Sono stata un anno con loro (gli zii), ho giocato con i loro figli, pur sapendo che avevano ucciso mia madre. Non ho detto nulla a mio padre, pur sapendo che lui e gli altri avevano ucciso mia madre, cercavo di autoconvincermi che non era andata così.

Queste le parole in aula di Denise Cosco (19 anno) che ha testimoniato contro il padre, condannato in primo grado all’ergastolo con altre cinque persone.

Via| Corriere

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