Arabia Saudita: giornalista condannata a 60 frustate per aver ascoltato racconti di esperienze sessuali e graziata da Re Abdullah



Si chiama Rozanna al Yami, ha 22 anni, ed è stata la prima donna a ricevere una sentenza di questo tipo. E’ stata condannata dal tribunale penale di Yeda, Arabia Saudita, a 60 frustate per aver lavorato senza licenza, preparato, partecipato e pubblicizzato su internet uno show televisivo in cui un uomo saudita ha parlato dettagliatamente delle proprie avventure sessuali.

Nel programma “L’Oscura Linea Rosa” mandato in onda a luglio da un canale satellitare libanese LBC, l’uomo in questione, Mazen Abdul Jawad, ha scandalizzato i telespettatori della penisola arabica descrivendo una focosa vita sessuale. Nemmeno l’uomo però ha trovato scampo ai racconti sexy, infatti è stato condannato a cinque anni di reclusione e a 1000 frustate, mentre gli uffici del canale libanese nell’ultraconservatore Regno Saudita sono stati chiusi e le redazioni confiscate.

Il giudice ha comunque riconosciuto che l'accusata non ha partecipato direttamente all'elaborazione del programma, accusa formulata invece dal pubblico ministero, ma attualmente l'avvocato della donna, Sulaiman al Jumeii, sta tentando il tutto per tutto affinché Rozanna al Yami venga processata davanti ad un tribunale specializzato in questioni di media presso il ministero dell'Informazione. Non farlo sarebbe una violazione delle leggi saudite. Al Yani, che subirà le 60 frustate in una volta sola, è stata detenuta con un'altra giornalista di cui non c'è eco nei media sauditi.

Ma ieri qualcosa è successo: Rozana al Yami è stata graziata da Re Abdullah Bin Abdul Aziz. "La società, prima ancora del giudice, mi aveva già condannata a una morte civile e la grazia emessa dal mio sovrano, il Re Abdulla Bin Abdul Aziz, mi ha restituito la mia dignità e mi permette, fiera, di alzare la testa; perché non ho commesso alcun peccato per essere flagellata".

Via Associated Press
Foto Guardian.co.uk

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