Disordine? Arriva la cura a domicilio



Quante volte capita di tornare a casa distrutti dal lavoro e avere davanti a sé un’altra giornata da fare per mettere in ordine, pulire, lavare, stirare, piegare, spolverare, cucinare e chi più ne ha più ne metta?

Gli studiosi dicono che “il disordine è una condizione esistenziale ciclica che accompagna periodi di stress, delusioni amorose e professionali, lutti e mancanze”. Alla fine però, passato il periodo confuso, tutto torna - come dire - in ordine… a meno che non si abbia una fantastica predisposizione naturale al caos recidiva e patologica. Secondo Beverly Wade, esperta di management e marketing e “disordinologa”, esiste un punto di non ritorno ed allora non basta più buttare quello che non ci serve. E’ così che nel 2005, poco prima della pensione, ha fondato la società per il riordino a domicilio chiamata “Cluttergone”, e da quel dì ha aiutato centinaia di persone a fare un po’ di pulizia mentale e non.

Ma come si riconosce un disordinato patologico? Beverly Wade traccia l’identikit in “una persona di oltre 30 anni, in particolare donne, che attraversano un periodo di transizione molto complicato, come separazione, divorzio, gravidanza, convalescenza, perdita o cambio di lavoro". Inoltre, ha stilato una classifica di cinque tipi di disordinati: mamma, donna in carriera, cartara, miss sentimentale e convalescente. E’ bene notare la declinazione al femminile…

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