Tremate, tremate, le bionde son tornate: manifestazione in Russia

La "Marcia delle Bionde Dissenzienti", a sentirlo sembra un titolo di cinema di genere, a metà tra la commedia sexy anni '70 e l'horror-trash.

Niente di tutto ciò, bensì una vera e propria marcia di protesta di bionde ragazze/signore russe. Il motivo di protesta? Riaffermare la loro intelligenza, fuori dal luogo comune della cultura “planetaria” che vuole le bionde stupide per natura.

Per le strade di Nizhni Novgorod, terza città della Russia, hanno sfilato al chiarore delle loro chiome fulve le blondegirls, guidate dall’organizzatrice Anna Saizeva, che in merito ha dichiarato: "Ultimamente c’è questa moda delle marce per ogni cosa sulla quale non si è d’accordo, così anche noi abbiamo deciso di farne una contro gli stereotipi della società nei confronti delle bionde: ci considerano intellettualmente inferiori, delle stupidine, ma nessuno ha il diritto di offenderci".

Il luogo comune c’è ed eccome, così come tante barzellette che bersagliano le bionde, anche se in Italia però il record lo vincono i nostri carabinieri, forse perché siamo un paese mediterraneo con donne prevalentemente more o castane. Sicuramente in Russia ci saranno più sfottò, barzellette e giochi di parole che da noi però mi chiedo se è dicendo “no, non siamo stupide!” che se ne da la prova.

La cosa mi lascia perplessa, soprattutto in un momento come questo per la Russia, dove i recenti fatti di cronaca – proprio le manifestazioni a cui si riferisce la bionda portavoce Anna Saizeva – hanno messo in mostra fragili equilibri di “democrazia”, minato la libertà di espressione dei cittadini e portato alla luce problemi ben più grossi della stima goduta in base al colore del crine.

Insomma, sarebbe stato come se Gary Kasparov, ex-campione mondiale di scacchi che ha preso parte alla manifestazione di opposizione al governo, fosse sceso in piazza per affermare che “chi gioca a scacchi non è un nerd sfigato!”. Per fortuna il "dissenziente" Kasparov ha voluto dissentire su altro dagli scacchi.

via | Corriere

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