E fu così che il segreto del sorriso della Gioconda venne svelato?

Un mistero che perdura da secoli e di cui torniamo ciclicamente a parlare. Oggi ci prova uno studio spagnolo a svelare il segreto del sorriso beffardo della Mona Lisa del genio di Leonardo da Vinci.

Il gruppo di ricercatori, guidato da Martinez Otero dell’Istituto di Neuroscienza dell’Università di Alicante che ha pubblicato lo studio sull’ultimo numero di "New Scientist", sostiene che il segreto è negli occhi di chi la guarda.

Sembrerebbe una di quelle frasi che parlano di innamoramento e bei sentimenti. E invece, secondo il team di esperti, questo segreto sta nel modo in cui la luce riflessa dal quadro colpisce la nostra retina e quale canale l’impulso luminoso attiva per inviare il segnale al cervello. E quindi cosa succede? Succede che il cervello lo rielabora e codifica i dati riguardanti la grandezza, il colore e posizionamento, che variano di volta in volta, creando così una percezione diversa dell'espressione della Gioconda. Ecco perché alcuni lo vedono più marcato, altri meno, altri ancora addirittura del tutto assente.

Gli studiosi hanno sottoposto diversi volontari ad alcuni test: a seconda di quali cellule della retina venivano colpite per prime dall’immagine e quali canali visivi venivano attivati, la Gioconda appariva sorridente oppure seria. Dalle analisi è emerso che più da vicino viene osservato il quadro, più si vede il sorriso. Un altro test ha dimostrato, invece, che l’immagine oscurata per 30 secondi, ha fatto sembrare più allegra la Monna Lisa; mentre l’immagine vista bianca per 30 secondi, ha prodotto l’effetto contrario.

Da sempre ci si interroga su quel sorriso ironico e misterioso, e questo studio non ha tolto nulla al fascino di un quadro in cui la donna raffigurata è ancora oggi sconosciuta. Piuttosto sarebbe da chiedersi se Leonardo l’ha dipinto volendo creare scompiglio nelle generazioni future, oppure l’ha fatto con estrema semplicità senza pensare di dover dare spiegazioni su qualcosa che non si deve spiegare. A volte sembra che l’uomo abbia bisogno di conoscere ogni dettaglio del passato per andare avanti.

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