Jennifer Aniston è una donna che mi è sempre piaciuta moltissimo, la trovo divertente e simpatica, è una brava attrice e rispetto ad altre dive di Hollywood mi sembra più “umana”. Quando Jennifer ha conosciuto Brad Pitt sul set della sit com Friends sembrava stesse accadendo una favola moderna, la ragazza “bella ma normale” conquista il sex symbol più affascinante del mondo, si sposano e vissero tutti felici e contenti… fino a quando Brad con incontra Angelina!

Il principe tradisce la sua principessa, ne incontra un’altra, divorzia dalla prima e si mette con quella nuova, adotta i suoi figli e ne fa altri, Jennifer non trova subito un nuovo amore e per la stampa mondiale per anni resta in pena per il suo ex!

Adesso Jennifer Aniston sta con Justin Theroux dal 2011 e sembrano davvero felici, affiatati e in sintonia ma non è abbastanza… una donna di 45 anni che ha un fidanzato deve sposarsi e fare figli… altrimenti non è completa. Probabilmente stanca dell’ennesima domanda sulla data del matrimonio Jennifer durante la conferenza The Makers , ha spiegato a Gloria Steinem:

“Il pubblico si interessa molto alle nostre vite private, ma c’è una cosa contro cui continuo a scontrarmi ed è quando il valore di una donna o la sua felicità viene misurata in base allo stato civile o a seconda che abbia dei figli o meno”.

Quante volte è capitato anche a noi? Se siamo single ci sentiamo ripetere “Ma perché non trovi un fidanzato?” “Trovati un bravo ragazzo, gli anni passano”… se siamo fidanzate la domanda di rito è: “Quando vi sposate?“ E se si è sposate la domanda tormentone quale sarà? “E i figli, quando li fate i figli? C’è l’orologio biologico!”… e si potrebbe continuare così in eterno, perché dopo il primo figlio si chiede il fratellino e così via…

Dovremmo forse tutti smetterla di restare incastrate dentro questi stereotipi, ci sono persone che stanno bene da sole e che sono felici, altre che non vogliono sposarsi e persino quelle che non vogliono bambini. La felicità non è una fede al dito, come non lo è avere un bambino se non è quello che si desidera o se non lo si può avere.

Se non cambia il nostro modo di intendere la felicità non cambierà neanche quello degli altri!

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