La crisi di leadership contemporanea: dove sono le donne?

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Se da una parte l'influenza di Hillary Clinton come Segretario di Stato e le vendite del libro di Sarah Palin rappresentano la conferma della presenza delle donne in ruoli di leadership, dall'altra il rapporto Benchmarking Women's Leadership, del progetto The White House, mette in luce come la leadership sia ancora detenuta dall'uomo.

Il rapporto ha analizzato la presenza delle donne in dieci ambiti fondamentali per la società contemporanea: politica, economia, legge, sport, educazione, giornalismo, religione, film/Tv, Non profit, militare. Nonostante l'aumento della presenza delle donne in tutti i settori, dall'imprenditoria alla politica, complessivamente il valore non supera il 18% a livello mondiale.

Le donne continuano ad occupare solo in minoranza, quindi continuano a non occupare, le uniche posizioni che permetterebbero loro di agire per le altre donne, ovvero le posizioni di comando, di guida, di leadership, siano esse in una multinazionale, in un esercito o in una organizzazione di volontariato. Se da una parte è la donna che oggi viene indicata come la personalità giusta per far fronte alla crisi, perché ha le caratteristiche giuste per superare creativamente momenti difficili e trovare una soluzione al peggio, dall'altra la donna viene costantemente associata al ruolo di angelo del focolare e madre.

Ma la donna vuole davvero conquistare questo ruolo di leadership per guidare il mondo fuori dalla crisi, o preferirebbe se ne occupasse qualcun'altro, mentre lei si occupa dei suoi affari al lavoro, dei figli e della casa? Vi invito ad esprimere il vostro parere sulla questione, e a leggere quello di Marie Wilson, avvocato dalla parte delle donne dagli anni Sessanta e fondatrice di The White House Project, che ha sollevato la questione tra donne e carenza di leadership.

Foto | Flickr

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