Le poesie d’amore più dolci da dedicare al partner

Una raccolta delle più belle poesie d’amore che potete dedicare al vostro partner per dimostrargli i vostri sentimenti.

L’amore è un sentimento in grado di sconvolgerci la vita, di farci volare alto e cadere in basso, di emozionarci e farci soffrire, di diventare il centro del nostro mondo. Quando si è innamorati si è alla continua ricerca di frasi, canzoni, poesie e pensieri dolci da dedicare al partner, se volete dedicare al vostro compagno qualcosa di molto speciale potete scegliere una delle nostre poesie d’amore dolci e romantiche, versi toccanti e profondi che toccheranno le corde più profonde del suo cuore.

  • Amore,
    vola da me
    con l’aeroplano di carta
    della mia fantasia,
    con l’ingegno del tuo sentimento.
    Vedrai fiorire terre piene di magia
    e io sarò la chioma d’albero più alta
    per darti frescura e riparo.
    Fa’ delle due braccia
    due ali d’angelo
    e porta anche a me un po’ di pace
    e il giocattolo del sogno.
    Ma prima di dirmi qualcosa
    guarda il genio in fiore
    del mio cuore.
    (Alda Merini)
  • Vieni, mio bel gatto, sul mio cuore innamorato;
    trattieni le unghie della zampa,
    e lasciami sprofondare nei tuoi begli occhi striati
    di metallo e d’agata.
    Quando le dita indugiano ad accarezzare
    la tua testa e il dorso elastico
    e la mano s’inebria del piacere di palpare
    il tuo corpo elettrico,
    vedo la mia donna in spirito. Il suo sguardo
    come il tuo, amabile bestia,
    profondo e freddo, taglia e fende come un dardo,
    e, dai piedi fino alla testa,
    un’aria sottile, un minaccioso profumo
    circolano attorno al suo corpo bruno.
    (Charles Baudelaire)
  • Rapita
    nello specchio dei tuoi occhi
    respiro
    il tuo respiro.
    E vivo …
    (Saffo)
  • Lascia il tuo cuore
    scoppiare finalmente,
    cedi, gemma, cedi.
    Lo spirito
    della fioritura
    s’è abbattuto su di te.
    Puoi rimanere
    ancora bocciolo?
    (Rabindranath Tagore)
  • L’amore non dà nulla fuorché se stesso
    e non coglie nulla se non da se stesso.
    L’amore non possiede,
    né vorrebbe essere posseduto
    poiché l’amore basta all’amore.
    (Kahlil Gibran)
  • Non t’amo come se fossi rosa di sale, topazio
    o freccia di garofani che propagano il fuoco:
    t’amo come si amano certe cose oscure,
    segretamente, tra l’ombra e l’anima.

    T’amo come la pianta che non fiorisce e reca
    dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori;
    grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo
    il concentrato aroma che ascese dalla terra.

    T’amo senza sapere come, né quando, né da dove,
    t’amo direttamente senza problemi né orgoglio:
    così ti amo perché non so amare altrimenti

    che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
    così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
    così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.
    (Pablo Neruda)

  • Accanto, dissero qualcosa: attento
    mi rivolsi alla soglia del caffè.
    E vidi, allora, lo stupendo corpo,
    dove di sé faceva maggior prova Amore:
    vi plasmava gioioso acconce membra,
    innalzava, scolpita, la persona,
    con emozione vi plasmava il viso,
    del suo tratto lasciando come un arcano senso
    sulla fronte, sugli occhi, sulla bocca.
    (Costantino Kavafis)
  • Stu core analfabbeta
    tu ll’he purtato a scola,
    e s’è mparato a scrivere,
    e s’è mparato a lleggere
    sultanto na parola:
    “Ammore” e niente cchiù.
    (Totò)
  • A un passaggio a livello
    lontano dal mondo
    un giorno d’agosto assolato
    un capostazione annoiato
    vide a un finestrino
    di un accelerato
    una signora bruna
    e piú non lavorò
    passava le serate
    a guardare la luna
    e i treni si scontravano
    ma lui non li sentiva
    prima o poi l’amore arriva.
    (Stefano Benni)
  • Dura è la mia lotta e torno
    con gli occhi stanchi,
    a volte, d’aver visto
    la terra che non cambia,
    ma entrando il tuo sorriso
    sale al cielo cercandomi
    ed apre per me tutte
    le porte della vita.
    (Pablo Neruda)