Sposi violano la legge sulla parsimonia e la polizia sequestra parte del cibo

Una coppia di sposi in Tajikistan ha violato la legge sulla parsimonia e la polizia ha sequestrato una buona parte del banchetto nuziale

Paese che vai, regole che trovi! C’è un posto nel mondo in cui gli sposi devono rispettare delle ferree regole quando si sposano e cioè non devono superare un tetto massimo di spesa, si chiama “legge sulla parsimonia” ed è stata attivata perché in Tajikistan, un paese poverissimo dell’Asia centrale, le persone si indebitano per tutta la vita per avere il matrimonio perfetto, ma anche il funerale più sfarzoso.

Dove non arriva il buon senso arrivano le regole e quindi il Governo ha imposto una legge ferrea e in linea con le finanze medie dei suoi abitanti. Le regole per il matrimonio sono semplici: un massimo di 150 ospiti, tre ore di durata e banchetto con una sola portata. Una coppia di sposini di Kulob, nel Sud del Paese, stava per violare le regole, avevano preparato un grande banchetto con tante portate e dolci e la polizia è intervenuta sequestrando una parte del cibo che è stato donato ai pazienti di un ospedale psichiatrico. In questo modo alla famiglia è stata risparmiata la multa, che è salatissima:3000 euro per chi trasgredisce una volta, 4000 per i recidivi, alte vero? Pensate però che in media un dipendente pubblico di Tajikistan guadagna 125,00 dollari al mese.

La legge sulla parsimonia non è il massimo ma in Tajikistan per rispettare la tradizione e non sfigurare con parenti e vicini di casa, gli sposi facevano festa per tre giorni, con quantità di cibo da sfamare un esercito, in questo modo contraevano debiti talmente elevati che non bastava una vita per sanarli. Il Governo ha provveduto con una legge uguale per tutti ed ha invitato i cittadini a non spendere soldi inutilmente ma piuttosto ad aprire un conto in banca a nome del neonato.

La legge sulla parsimonia mi sembra che servirebbe anche da noi in Italia dove le persone si fanno i prestiti per avere il matrimonio dei sogni, prestiti che in molti continuano a pagare anche dopo aver divorziato!

via | repubblica